Prima della Scala, la protesta degli ucraini contro Boris Godunov: «Favorisce la propaganda di Putin»

Nelle scorse settimane il console di Kiev aveva chiesto formalmente di rivedere il programma. L’assessore alla Cultura Sacchi: «Sarà una Prima storica»

A poche ore dall’apertura del Teatro alla Scala per la prima della stagione, alcune decine di cittadini ucraini residenti a Milano hanno inscenato una protesta di fronte al teatro contro la scelta dell’opera in programma – Boris Godunov del compositore russo Modest Petrovič Musorgskij. Nelle scorse settimane era stato il console ucraino a Milano stesso a richiedere di “rivedere” la programmazione dello spettacolo di stasera, cui assisteranno tra gli altri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il capo dello Stato Sergio Mattarella e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. I manifestanti si sono radunati davanti a Palazzo Marino, sede del Comune, con bandiere e cartelli con slogan come come «no ai musicisti russi che appoggiano la guerra» e «un minuto di silenzio in memoria del direttore della filarmonica di Cherson Yuriy Kerpatenko ucciso dall’esercito russo». Oltre al teatro, cui viene richiesto di non «favorire la propaganda di Putin», nel mirino della comunità ucraina milanese anche il basso russo Ildar Abdrazakov, considerato «un solista del regime». «Questa manifestazione non è contro la cultura – ha chiarito all’Ansa uno degli organizzatori – ma contro la propaganda. Siamo contrari a questa apertura della Scala che ha scelto un’opera russa che sarà strumentalizzata». Alle proteste ha risposto indirettamente l’assessore milanese alla Cultura Tommaso Sacchi, che ha definito quella di questa sera «una Prima storica, doppiamente straordinaria per il valore istituzionale della presenza insieme sui palchi di Mattarella, Meloni e von der Leyen, come non era mai successo, e della diffusione dell’opera con 35 luoghi della città e 10 mila posti a disposizione nei quartieri per vederla in diretta».


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