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Qatargate, Eva Kaili si difende e punta il dito su Metsola: «Tutte le mie iniziative con l’ok del Parlamento Ue»

15 Dicembre 2022 - 17:27 Redazione
epa10360765 FILE Vice President of the European Parliament, Eva Kaili holds a joint press conference during the meeting of the Parliamentary Assembly of the Union for the Mediterranean (UfM), at the Moroccoan Parliament in Rabat, Morocco, 10 October 2022 (reissued 11 December 2022). Kaili has been arrested in an investigation into suspected bribery by a Gulf state it was reported 11 December 2022.  EPA/JALAL MORCHIDI
L'ex vicepresidente dell'Aula di Strasburgo sfida dal carcere di Bruxelles chi l'ha scaricata: «Non farò la fine di Ifigenia. Quei soldi in casa a mia insaputa»
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Dal carcere di Bruxelles dove è rinchiusa, Eva Kaili, l’ex vicepresidente greca del Parlamento europeo accusata di essere al centro dello scandalo-tangenti che sta scuotendo l’Ue, torna a rivendicare la sua innocenza e lo fa sfidando chi vorrebbe fare di lei una vittima sacrificale. «Non farò la fine di Ifigenia», ha detto l’ex giornalista televisiva, affiancando idealmente la sua vicenda a quella della figlia di Agamennone e di Clitemnestra che nel mito greco viene sacrificata. «Kaili non ha nulla a che vedere con i soldi che sono stati trovati, se non il fatto che si trovava nella casa in cui è stato rinvenuto il denaro», ha detto alla tv greca ANT1 il suo avvocato, Michalis Dimitrakopoulos. Poi l’affondo contro le istituzioni Ue affrettatesi nei giorni scorsi a scaricare Kaili: «Tutte le azioni e le iniziative della signora Kaili sono state approvate dal Parlamento europeo. Non c’era un’agenda personale della signora Kaili: tutto era una decisione politica del Consiglio europeo e della Commissione e non solo del Parlamento europeo e della signora Metsola», ha spiegato Dimitrakopoulos. Quanto a Francesco Giorgi, il compagno italiano dell’ex vicepresidente già assistente parlamentare di Antonio Panzeri, anche lui conferma la stessa versione, fa sapere l’avvocato: «Quando Kaili ha visto i soldi, non ha avuto una risposta convincente sulla loro origine e ha subito chiesto che i soldi fossero portati via di casa. Suo padre si è preso la responsabilità di essere il corriere, perché non c’era nessun altro».

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