Inchiesta Covid, la procura di Brescia chiede l’archiviazione per Conte e Speranza

Spetta ora al Tribunale dei Ministri decidere se accogliere la richiesta di archiviare o rinviare a giudizio l’ex premier e l’ex ministro della Salute per la gestione della prima ondata di Covid nella Bergamasca

La procura di Brescia ha chiesto l’archiviazione per l’ex premier Giuseppe Conte e l’ex ministro della Salute Roberto Speranza, indagati per la gestione della prima ondata della pandemia di Covid in Lombardia, in particolare nella Bergamasca. La richiesta al Tribunale dei Ministri riferita da fonti legali all’Ansa arriva dopo che l’ex presidente del Consiglio e l’ex ministro erano stati sentiti lo scorso 10 maggio per rispondere delle decisioni prese tra febbraio e marzo 2020, quando l’ondata di contagi stava colpendo innanzitutto la Val Seriana e non fu predisposta una zona rossa per isolare i comuni di Nembro e Alzano Lombardo. L’indagine partita dalla procura di Bergamo riguarda poi anche la mancata applicazione del piano pandemico che, secondo le accuse, avrebbe potuto limitare i danni e contenere il numero delle vittime, per quanto quel piano fosse datato 2006. In occasione dell’interrogatorio del 10 maggio, l’avvocata che difende Giuseppe Conte, Caterina Malavenda, aveva presentato anche una memoria assieme alle dichiarazioni dell’ex premier su quanto accaduto dal 26 febbraio al 6 marzo 2020 in cui ha precisato che «l’Oms solo il 30 gennaio fa scattare la necessità di passare da una fase a un’altra più avanzata, quella del 5 gennaio era una raccomandazione». In quell’occasione la difesa di Conte aveva contestato anche la perizia di Andrea Crisanti «che ha indotto la magistratura in errore», aveva spiegato Malavenda, secondo la quale il consulente della procura di Bergamo, oggi senatore Pd, aveva spinto a credere la magistratura che la raccomandazione inviata dall’Oms il 5 gennaio «fosse vincolante».


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