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Achille Polonara, la scoperta del tumore dopo il test antidoping: «Cercai quel valore online e uscì il caso di Acerbi»

04 Dicembre 2023 - 20:55 Giovanni Ruggiero
epa10183849 Achille Polonara of Italy in action during the FIBA EuroBasket 2022 Quarter Finals match between Italy and France at EuroBasket Arena in Berlin, Germany, 14 September 2022.  EPA/FILIP SINGER
Il racconto dell'ala della Nazionale di basket
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È tornato in campo con la sua Virtus Bologna dopo due mesi complicati Achille Polonara, l’ala dell’Italbasket che lo scorso ottobre aveva scoperto un tumore al testicolo dopo un controllo antidoping. È stato lo stesso 32enne a raccontato nel podcast “Non solo Virtus”, ripercorrendo quei giorni difficili: «Ho scoperto il tumore grazie a un controllo antidoping, che mi hanno fatto dopo la finale di Supercoppa a Brescia. Il risultato è arrivato dopo un paio di settimane, il 6 ottobre. Ero nel letto dopo pranzo con mia moglie e mia figlia, e mi arrivo questa email sul cellulare della Procura federale antidoping». Una notizia che già di per sé lo aveva preoccupato, visto che fino a quel momento non era mai risultato positivo nei vari controlli affrontati in carriera. A quel punto avrebbe dovuto dimostrare i motivi di un valore anomalo emerso dalle analisi: «Lì per lì panico totale – racconta Polonara – perché da una parte ero tranquillo perché ho detto “non ho preso nessuna pasticca, nessuna crema strana”, dall’altra parte dico “cavolo, se magari è qualcosa che è nel mio corpo, chissà che cos’è”». Il giocatore chiede quindi spiegazioni al medico della Virtus, Diego Rizzo, che promette di indagare e cerca di tranquillizzarlo. Nel frattempo però fa indagini da solo e come può: «Sono andato a documentarmi su Internet anch’io, avevo scritto il nome di questo valore, HCG, e appena scrissi HCG su Internet venne fuori “HCG donne in gravidanza”. Ho detto “non è una cosa che mi riguarda”, allora ho scritto “HCG sugli atleti” e mi venne fuori un articolo su Acerbi, il calciatore che ha avuto la stessa cosa e la scoprì praticamente nello stesso modo, sempre tramite un controllo antidoping. Mi contatta dopo un po’ il dottor Rizzo e mi dice “dobbiamo andare al Sant’Orsola a fare un esame”. Arrivo al Sant’Orsola, mi ero informato sulla storia di Acerbi e mi sono detto “potrei avere una cosa simile”. E infatti appena faccio questo esame, mi appoggiano il macchinario per fare l’ecografia e si è visto subito questo tumore».

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