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Il ministro Tajani: «In Israele ho visto le foto di un neonato in un forno crematorio e di sua madre stuprata da 20 terroristi»

27 Gennaio 2024 - 09:06 Redazione
Il vice presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani  visita  il centro di servizi Logistici Globali delle Nazioni Unite e Centro supporto Umanitario con la Direttrice, Giovanna Ceglie (s) ed il direttore  della Base ONU di pronto intervento umanitario UNHRD, Walid Ibrahim  a margine la riunione dei Ministri degli affari esteri di Italia, Albania, Bulgaria e Nord Macedonia nell’ambito di un’iniziativa  per il  coordinamento tra i Paesi attraversati dal Corridoio Paneuropeo VIII, 27 luglio 2023 
ANSA / CIRO FUSCO
Il vicepremier: sono le nuove SS
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Un neonato in un forno crematorio e sua madre violentata da venti terroristi. Sono le immagini che dice di aver visto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in Israele. «Durante il mio viaggio ho visto le immagini di un bambino neonato messo in un forno crematorio dentro la casa propria, con la mamma che veniva violentata da venti terroristi. Poi è stata uccisa. È stata uccisa mentre vedeva il proprio figlio bruciato vivo dentro un forno, cioè sono cose che nessuno ha mai fatto, cioè questi sono le nuove SS e la nuova Gestapo e quindi bisogna anche comprendere il popolo di Israele. Detto questo bisogna proteggere la popolazione palestinese», ha detto il vicepremier in un’intervista a Radio 24.

La pace

Il ministro ha poi spiegato che la sua visita «in Libano, in Israele e Cisgiordania è stata finalizzata a cercare di contribuire a una soluzione positiva. Fermo restando che c’è una guerra in corso, quindi non è così facile, però non bisogna mai demordere». E ha detto che bisogna lavorare per la pace: «Una pace che sia giusta, una pace che garantisca la sicurezza dello Stato di Israele e che dia una speranza al popolo palestinese di avere in futuro un stato indipendente riconosciuto da tutti. Ma naturalmente lo stato palestinese deve riconoscere Israele, perché altrimenti, senza questo presupposto, è difficile poter procedere».

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