Bonus edilizi, l’imprenditrice pentita di aver votato il centrodestra: «Così Meloni “uccide” le aziende»

L’intervista alla titolare di una società che si occupa di ristrutturazioni, costretta a indebitarsi perché il governo ha cambiato le politiche sulle detrazioni

Barbara Cosenza è socia, insieme ai suoi due fratelli, di Cos3, un’azienda di Morbegno (Sondrio) che vende arredi interni e si occupa di ristrutturazioni. Al Fatto quotidiano confida di essersi trovata sul lastrico, dopo che il governo Meloni ha imposto una stretta sui bonus edilizi e sui crediti di imposta a essi collegati. «Sono disperata, ho perso sei kg nelle ultime settimane e non dormo più. Come si può sopravvivere sapendo che questo governo ha deciso di farti fallire, di distruggerti la vita, perché pensa che il debito pubblico sia più importante degli imprenditori. Non sa il ministro Giorgetti che se si fermano le aziende, si ferma l’Italia?». Cosenza ammette di aver accumulato 680 mila euro di debiti con i fornitori e lei e i suoi fratelli sono stati costretti a mettere in vendita il capannone dove si svolgevano le attività principali dell’azienda. Contemporaneamente, l’imprenditrice si trova con 783 mila euro di crediti bloccati, «che nessuno vuole».


L’ipoteca e la casa

«Come si può fallire se i soldi guadagnati onestamente uno li ha? E invece sto pagando i quattro dipendenti grazie a un prestito di mio genero, dopo aver usato tutti i risparmi di famiglia. Non posso neanche vendere casa perché c’è l’ipoteca del capannone. Quel poco che dormo è disturbato dalle telefonate dei creditori alle 10 di sera. Meno male che ho una polizza sulla vita. Non si sa quel che può succedere». L’imprenditrice è riuscita a «svendere» un po’ di crediti alle banche, ma non abbastanza per far sopravvivere la società. E sostiene di avere come più grande rimpianto quello di essersi fidata dello Stato: «Abbiamo cominciato ad anticipare i pagamenti come prevedeva la normativa, ma all’inizio sia la Bcc che Unicredit hanno comprato i crediti. Poi c’è stato il grande collasso del sistema dei bonus. E visto che io avevo usufruito di due moratorie Covid, Unicredit ha pensato bene di non acquistarci più niente, neanche tramite la sua società di cartolarizzazione».


Il bonus bagni

Tuttavia, il vero dramma, a suo dire, è qualcosa che ha fatto meno rumore della fine del Superbonus 110%: «Lo stop improvviso del bonus bagni, che sarebbe dovuto durare due anni. Nessuno ne parla, ma il governo lo scorso 29 dicembre ha tolto anche questa detrazione: siamo rimasti senza soldi per i lavori che abbiamo fatto. Per non fatturare nel 2023, e pagare subito l’Iva, abbiamo rimandato le fatture a quest’anno, quando il bonus non c’era più. Soldi che nessuno mi ridarà. Non me lo sarei mai aspettato da un governo di destra». Cosenza conclude dicendosi pentita di aver votato per questa maggioranza, alle scorse elezioni: «Ho sempre votato Forza Italia, pensando che Silvio Berlusconi parlasse bene la lingua degli imprenditori. Alle sue capacità ho poi pensato che Giorgia Meloni potesse aggiungere anche quelle dell’integrità, anche perché è donna. Ovviamente non è così, sono delusissima: ha dato carta bianca per uccidere gli imprenditori e portare le imprese al collasso».

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