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Roberto Baggio dopo la rapina in casa: «Ora dobbiamo superare la paura». Medicato in ospedale: come sta

21 Giugno 2024 - 11:37 Redazione
Roberto Baggio
Roberto Baggio
Secondo il racconto dello storico manager Vittorio Perrone, l'aggressione all'ex calciatore è stata «fulminea, in piena luce». Al punto da non far attivare i sistemi di sicurezza
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Ringrazia tutti per «il grande affetto ricevuto» Roberto Baggio, reduce da una violenta rapina subita nella sua casa in campagna ad Arzignano, nel Vicentino, durante Italia-Spagna. Attraverso il suo storico manager Vittorio Perrone, l’ex calciatore ha raccontato come «in simili circostanze può accadere di tutto, e per fortuna la violenza subita ha generato solo alcuni punti di sutura alla mia persona, lividi e molto spavento. Ora – conclude – rimane da superare la paura». Baggio è stato tenuto sotto sequestro dalla banda di criminali insieme alla sua famiglia per circa 40 minuiti. Mentre erano chiusi in una stanza della casa, Baggio è stato anche colpito alla testa con il calcio di una pistola. Nella notte Baggio si è fatto medicare al pronto soccorso di Arzignano. I medici gli hanno applicato alcuni punti di sutura alla testa, dopo il colpo subito. Poi è stato ascoltato da carabinieri di Vicenza, che indagano sulla vicenda.

Il racconto del manager

Come ha racontato il manager Perrone, quella dei banditi contro Baggio è stata una «aggressione fulminea, in piena luce, non ha consentito l’accensione di tutti i migliori sistemi di sicurezza di cui la villa è dotata. Ora, da quanto accaduto, potenzieremo ulteriormente i sistemi di rilevazione diurna in tutto il perimetro». Petrone sottolinea che «quanto è accaduto ieri a Roberto e alla sua familgia è stato già vissuto da molte altre famiglie. Solo quando vieni colpito ti rendi conto di quali ferite lascia un episodio di violenza e di sopraffazione subìto nella tua casa, assieme alla tua famiglia. Roberto mi ha ancora una volta stupito per la lucidità e la forza d’animo espresse immediatamente a ridosso dell’aggressione subita. Sono certo che Roberto sarà ancora una volta essere il pilastro a cui tutta la sua famiglia potrà appoggiarsi per lasciarsi alle spalle questa brutale aggressione. Gli inquirenti stanno lavorando intensamente per affidare alla giustizia i colpevoli».

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