La Nato, l’Italia e il sistema Samp-T a Kiev. Giorgia Meloni: 1,7 miliardi all’Ucraina nel 2025

Roma si impegna a donare la difesa e fa felice Biden. La premier incrementa di 400 milioni gli aiuti

La premier Giorgia Meloni si impegna a dare 1,7 miliardi di dollari all’Ucraina nel 2025. Una cifra in aumento rispetto agli aiuti degli scorsi anni, che ammontavano a circa 1,2 miliardi ogni dodici mesi. Si tratta per ora di un impegno sulla cifra, senza l’indicazione se sia il valore delle armi o di beni e servizi. E nella dichiarazione finale che firmerà la presidente del Consiglio italiana c’è anche l’impegno per il sistema Samp-T che ha annunciato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden aprendo i lavori dei vertici della Nato a Washington. «La Russia non prevarrà», ha detto palco del Mellon Auditorium, dove fu firmato il trattato che sancì la nascita dell’Alleanza nel 1949. A margine del summit Meloni ha confermato che l’Italia terrà anche fede ai suoi impegni di spendere il 2% del Pil per la difesa.


L’Italia, la Nato e i Samp-T

«Ovviamente con i tempi e le possibilità che abbiamo», ha precisato la premier. «Oggi annuncio una donazione storica di sistemi di difesa aerea per l’Ucraina», ha dichiarato Biden. «Usa, Germania, Paesi Bassi, Romania e Italia consegneranno all’Ucraina cinque sistemi strategici aggiuntivi per la difesa aerea nei prossimi mesi», ha concluso. Nel dettaglio, Stati Uniti, Germania e Romania invieranno batterie Patriot. I Paesi Bassi, in collaborazione con altre nazioni, manderanno componenti necessarie al loro funzionamento. E l’Italia contribuirà con il suo sistema Samp-T. Un impegno confermato dal ministro della Difesa Guido Crosetto: «La difesa aerea serve a proteggere soprattutto i civili, come io vado ripetendo da mesi, e a proteggere infrastrutture che non sono militari ma magari ospedali o infrastrutture energetiche».


Cos’è il sistema di difesa Samp-T

Il Samp/T è un sistema di difesa aerea progettato per proteggere da droni aerei, missili da crociera, missili balistici a corto raggio fino a seicento chilometri e aerei da combattimento. È stato sviluppato da Italia e Francia nei primi anni 2000. E serve anche contro i missili balistici tattici a corto raggio. Il sistema ha avuto usi anche interni, come la sorveglianza della Capitale in occasione del Giubileo Straordinario. Una batteria di Samp-T ha operato in Kuwait.

L’Italia ha in servizio cinque batterie di difesa aerea Samp-T funzionanti e una di addestramento. Ciascuna vale circa 700 milioni di euro. Il sistema terra-aria è stato sviluppato dal consorzio Eurosam, costituito dalle aziende Mbda e Thales. Ha sostituito il sistema Hawk. La sua caratteristica principale è l’elevata mobilità tattica e strategica. È in grado di difendere anche per via aerea, navale e ferroviaria. È in grado di neutralizzare minacce Tbm, Tactical Ballistic Missile, con ingaggi a distanze sino 100 km.

I soldi all’Ucraina

Intanto si delinea maggiormente il quadro di aiuti all’Ucraina per il 2025. Il Corriere della Sera spiega che la cifra di 1,7 miliardi di dollari è una cifra alla quale si arriva applicando regole che valgono per tutti gli alleati. Rispetto agli anni precedenti l’aumento degli aiuti all’Ucraina si stima in 4-500 milioni di dollari, ovvero 400 milioni di euro. Dallo staff della premier si spiega che l’Italia non poteva sottrarsi all’impegno collettivo. Anche perché la posizione sull’Ucraina di Meloni ha fatto da spartiacque politico in Ue. Ma nel governo non ci si nasconde che c’è il problema Salvini. La posizione «Più armi si inviano, più la guerra va avanti» si sta allargando in Europa. Mentre per centrare l’obiettivo del 2% del Pil in spese per la difesa – che andrebbe colmato con 10 miliardi di investimenti aggiuntivi l’anno – si pensa a chiedere una deroga al Patto di Stabilità.

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