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Messina, sei morti sospette in ospedale dopo le operazioni al cuore: verifiche dei Nas

24 Novembre 2024 - 12:44 Alba Romano
A Messina, i carabinieri del Nas di Catania e della compagnia Messina Centro hanno eseguito il decreto di sequestro, emesso dal Tribunale su richiesta della Procura, di due sale operatorie del reparto di Cardiochirurgia dell'ospedale "Papardo". Le indagini riguardano l'inchiesta su almeno sei casi di morti sospette dopo le querele presentate, dal settembre scorso, dai familiari dei pazienti che, sottoposti a intervento di cardiochirurgia, erano deceduti a distanza di pochi giorni dall'operazione per infezioni tipicamente ospedaliere. "Dalle verifiche, effettuate anche con il supporto di consulenti tecnici, è emerso che i decessi relativi alle denunce si inserivano in un novero più ampio di casi analoghi avvenuti nel menzionato reparto sanitario, ai danni di pazienti sottoposti a interventi di varia natura, a cui erano state installate valvole cardiache o bypass coronarici", dicono gli investigatori. A seguito delle verifiche, sono state inoltre rilevate numerose criticità in termini di salubrità degli ambienti operatori, con il superamento delle soglie di rilievo della presenza di agenti patogeni e altri microrganismi, aggiungono i carabinieri.
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La causa potrebbe essere un batterio che è proliferato per le condizioni igienico-sanitarie delle sale di cardiochirurgia
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Sono state sottoposte a sequestro due sale operatorie del reparto di cardiochirurgia dell’ospedale Papardo, a Messina. I carabinieri del Nas hanno messo i sigilli, dopo la richiesta della Procura che sta indagano su almeno sei casi di morti sospette. Le querele sono arrivate dai famigliari di alcuni pazienti deceduti a pochi giorni di distanza da interventi al cuore. Le complicanze post operatorie sarebbero causate dalle classiche infezioni ospedaliere. Il Messaggero parla di un «batterio killer», forse proliferato nel reparto a causa delle «pessime condizioni igienico-sanitarie».

I carabinieri hanno eseguito il decreto di sequestro degli spazi di cardiochirurgia con queste motivazioni: «Dalle verifiche, effettuate anche con il supporto di consulenti tecnici, è emerso che i decessi relativi alle denunce si inserivano in un novero più ampio di casi analoghi avvenuti nel menzionato reparto sanitario, ai danni di pazienti sottoposti a interventi di varia natura, a cui erano state installate valvole cardiache o bypass coronarici. A seguito delle verifiche, sono state inoltre rilevate numerose criticità in termini di salubrità degli ambienti operatori, con il superamento delle soglie di rilievo della presenza di agenti patogeni e altri microrganismi». Per le morti avvenute negli scorsi mesi sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo anche alcuni medici.

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