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Francesca Albanese: «La fame a Gaza è voluta e pianificata da Israele. E l’Italia è complice»

24 Luglio 2025 - 05:18 Alessandro D’Amato
francesca albanese gaza israele bambini fame
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La relatrice Onu nei territori palestinesi: un crimine per convincere gli abitanti ad andarsene. I genitori ci raccontano che i figli piangono fino ad addormentarsi per la fame
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La relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati Francesca Albanese dice che la fame nella Striscia di Gaza «è voluta e pianificata da Israele». E che si tratta di una strategia: «È un crimine calcolato scientificamente dal governo israeliano, un obiettivo da raggiungere per convincere i palestinesi che sopravviveranno ad andarsene nel fenomeno che a Tel Aviv chiamano migrazione volontaria». Albanese, che attualmente si trova sotto sanzioni Usa, dice che «i genitori ci raccontano che i loro figli piangono fino ad addormentarsi per la fame». E che uno Stato «che compie un genocidio» non può distribuire gli aiuti.

Genocidio

Albanese parla in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano a firma di Giampiero Calapà. Spiega perché usa la parola “genocidio” per definire quello che succede nella striscia dal 7 ottobre 2023, giorno dell’attacco di Hamas: «Si tratta di uno dei genocidi più crudeli della Storia, perché perpetrato con l’uso di tecnologia e mezzi da Ventunesimo secolo. Kaïs Saied, presidente della Tunisia, ieri ha mostrato a Massad Boulos, inviato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, le foto di bambini denutriti di Gaza e, fra queste, l’immagine di un bambino in lacrime che mangia della sabbia. È quasi inimmaginabile per la nostra mente accettare che la fame lunga mesi possa spingere a mangiare la terra e i sassi. I palestinesi della Striscia sono privati di tutto, Israele ha l’obiettivo di ridurre quelle persone, bambini compresi, allo stato ferino».

Il divieto di fare il bagno

Albanese spiega che ai palestinesi è vietato anche bagnarsi in mare: «Perché devono negare ai disperati privi di acqua corrente anche la possibilità di lavarsi. Sono tutti elementi dello stesso progetto criminale di Israele, attuato col pieno sostegno e con la complicità degli Stati Uniti». Secondo la relatrice Onu il progetto finale è la pulizia etnica: «Che si sta attuando con il genocidio nella Striscia di Gaza, ma anche con lo svuotamento della Valle del Giordano o con l’istallazione di altri 300 check-point in Cisgiordania».

Con la Gaza Humaritarian Foundation, spiega Albanese, «hanno creato un meccanismo infernale. Il presidente Herzog ieri ha sostenuto: “Israele è fermamente impegnato nel rispetto delle norme del diritto internazionale umanitario. Anche nel mezzo di una guerra, stiamo facendo tutto il possibile per aiutare i civili in difficoltà, in conformità con il diritto internazionale e i nostri valori israeliani ed ebraici”. Intanto non è una guerra, perché non mi risulta che ci sia un esercito palestinese schierato contro un esercito israeliano».

Il 7 ottobre

Albanese dice che il 7 ottobre «si è consumato un atto terroristico di una violenza inaudita, una minaccia e un colpo durissimo inferto da Hamas a Israele e alla sua sicurezza. Ma quel che succede dall’8 ottobre 2023 non è giustificabile, non è uso legittimo di autodifesa ai sensi della Carta delle Nazioni Unite. Il 7 ottobre non può giustificare la distruzione totale di Gaza e dei suoi abitanti». E paragona quanto sta succedendo a Gaza con quello che è avvenuto agli ebrei in Europa negli anni precedenti l’Olocausto: «La disumanizzazione, la ghettizzazione. Perpetrate a livello transnazionale e con un importante ruolo dei media. L’odio contro gli ebrei di allora ricorda molto l’odio contro i palestinesi oggi. Rinchiudere nei ghetti, affamare, deportare. C’è tutto. Anche l’Italia vedeva e partecipava a tutto, nel 1938 approvò le leggi razziali».

L’Italia

Infine, sostiene Albanese, anche l’Italia è complice: «Possiede il 30,2 per cento della Leonardo, che andrebbe portata in giudizio per continuare a fornire armi che Israele usa nel genocidio della Striscia: i soci azionisti dovrebbero sapere che fanno affari sulla morte dei bambini, sulla malnutrizione mostrata da tante immagini in queste ore ( come quella di Osama al-Raqab, 5 anni, di Khan Younis, pubblicata in prima pagina sul Fatto Quotidiano, ndr). E l’Italia avrebbe l’obbligo di vigilanza».

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