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Bibileaks: così un consigliere di Netanyahu ha messo in pericolo la sicurezza di Israele

12 Giugno 2026 - 05:20 Alessandro D’Amato
bibleaks netanyahu consigliere spionaggio
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Jonatan Urich avrebbe dato alla stampa tedesca un documento riservato dell'Idf per dimostrare che era Hamas a bloccare un accordo per il rilascio degli ostaggi dopo il 7 ottobre
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Si chiama Jonatan Urich ed è uno dei consiglieri più vicini al premier Benjamin Netanyahu. Per questo è stato definito Bibileaks lo scandalo in cui è implicato. E per il quale la procura generale di Tel Aviv ha chiesto la sua incriminazione. Urich è accusato di aver trasmesso informazioni classificate con l’intento di danneggiare la sicurezza dello Stato, pena per cui è previsto fino all’ergastolo. Lo avrebbe fatto nell’ambito dell’inchiesta sulla pubblicazione di documenti dell’Idf da parte del quotidiano tedesco Bild nell’estate del 2024.

Bibileaks

Nella stessa inchiesta è già stato rinviato a giudizio un altro collaboratore di Netanyahu, ovvero Eli Feldstein. Insieme a lui il riservista dell’unità di intelligence militare Ari Rosenfeld. Che avrebbe materialmente trafugato il documento in questione. La procura di Tel Aviv ha chiesto per Urich anche l’interdizione dall’ufficio del primo ministro, dalla quale era rientrato a maggio. La corte ha respinto la richiesta. Le accuse si riferiscono alla sottrazione di un documento classificato dell’intelligence militare israeliana. Effettuata nel tentativo di avvalorare la posizione secondo cui era Hamas a bloccare un accordo per il rilascio degli ostaggi israeliani detenuti allora a Gaza. Il documento sarebbe stato fatto trapelare al quotidiano tedesco Bild per aggirare la censura militare israeliana.

Il documento mandato ai giornali

«La diffusione al pubblico di informazioni classificate ha la potenzialità di danneggiare gli interessi di sicurezza dello Stato di Israele, soprattutto nel campo della raccolta di informazioni e della divulgazione di fonti di intelligence, in quanto può rivelare missioni, capacità, metodi operativi e procedure segrete utilizzate dalla comunità dell’intelligence in diversi ambiti», ha scritto la procura in una nota. Il giudice Alaa Masarwa ha stabilito che la decisione verrà rinviata a un’udienza successiva in cui verranno presentate le prove. Una delle accuse contestate a Urich è quella di spionaggio.

Contro un accordo

Secondo l’accusa i consiglieri volevano influenzare l’opinione pubblica contro un accordo per il rilascio di ostaggi, condividendo un documento interno di Hamas sulla strategia, rinvenuto dall’esercito e classificato come riservato. Urich è stato incriminato per cinque capi d’accusa per divulgazione di informazioni riservate, tra cui due secondo i quali avrebbe messo in pericolo la sicurezza dello Stato. Si tratta di un reato di spionaggio che può come pena comportare l’ergastolo. È stato anche accusato di possesso di informazioni riservate e distruzione di prove.

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