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Furgone contro la folla al corteo Lgbtq+, caccia a un 21enne «legato ad ambienti islamisti». A Berlino morta una donna, almeno 16 feriti – Il video

26 Luglio 2026 - 07:27 Giovanni Ruggiero
La polizia non esclude il coinvolgimento di altre persone nell'attacco. Il ragazzo era uscito dal riformatorio solo lo scorso maggio. Era noto alle forze dell'ordine per la sua vicinanza ad «ambienti islamisti»
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La polizia di Berlino ha individuato in un 21enne il sospetto responsabile dell’attentato al Christopher Street Day, in cui è morta una donna e sono rimaste ferite almeno 16 persone. Secondo fonti di polizia citate dai media tedeschi, si tratterebbe di Abdul B., già noto alle forze dell’ordine per la sua vicinanza ad ambienti islamisti. Formalmente resta la cautela degli inquirenti sulla matrice terroristica dell’attacco: «Al momento non sappiamo ancora nulla sui possibili moventi», ha dichiarato un portavoce della polizia. Il 21enne era uscito dal riformatorio solo lo scorso maggio.

Cosa è successo: il bilancio delle vittime al Tiergarten

La giornata di festa per il Christopher Street Day si è trasformata in tragedia poco dopo le 22, quando un furgone bianco è piombato sulla folla riunita nel parco del Tiergarten, nei pressi della Lennestrasse, una delle strade che costeggia il lato sud dell’area verde. Il bilancio, secondo quanto riferito dalla polizia al Corriere della Sera, parla di una donna morta in ospedale a causa delle lesioni riportate e di almeno 16 feriti: tre in pericolo di vita, otto gravi e cinque lievi. Bild e Der Spiegel parlano di un «importante intervento» di agenti, vigili del fuoco e ambulanze nella zona.

Il racconto dei testimoni: l’attacco col furgone e gli accoltellamenti

Un testimone citato da Bild racconta che «il furgone bianco si è scagliato sulla folla in marcia, investendo più persone ad alta velocità», con alcuni presenti che parlano di una corsa a circa 80 chilometri orari. Secondo questa ricostruzione, l’aggressore sarebbe poi sceso dal veicolo brandendo un’arma da taglio, colpendo altre persone prima di fuggire a piedi. Altri testimoni raccontano invece di un uomo vestito di nero visto scendere dall’auto e allontanarsi di corsa: la polizia per ora non esclude che potessero esserci dei complici.

Il veicolo sequestrato, l’area sotto controllo

La zona intorno al luogo dell’attacco è stata isolata con un ampio dispiegamento di forze, mentre il parco è stato perlustrato anche con telecamere termiche. Il mezzo, trovato vuoto e gravemente danneggiato, è stato sequestrato sul posto: si tratterebbe di un veicolo privato e non a noleggio, ha precisato un portavoce della polizia. Resta da chiarire se il sospettato fosse davvero alla guida del furgone al momento dell’impatto.

Le reazioni: dal ministro dell’Interno al cancelliere Merz

Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha parlato di un attacco che lo sconvolge profondamente: «Questo vile e abominevole attacco contro persone che festeggiavano pacificamente mi sconvolge profondamente. I miei pensieri vanno alle vittime, ai loro cari e a tutti coloro che hanno dovuto assistere a questo atto», ha dichiarato, ringraziando le forze dell’ordine per il lavoro svolto in condizioni difficili. Secondo quanto riferito al Berliner Morgenpost, anche il cancelliere Friedrich Merz viene tenuto costantemente informato ed è in stretto contatto con Dobrindt, mentre è stata allertata l’unità antiterrorismo. Il sindaco di Berlino, Kai Wegner, ha scritto su X che si tratta di «un attacco alla nostra società libera e cosmopolita», aggiungendo che «Berlino è la città della libertà e la nostra libertà è stata oggi orribilmente attaccata».

Berlino di nuovo sotto choc dopo un altro attacco

Le celebrazioni di quest’anno commemoravano i moti di Stonewall del 1969, le proteste scoppiate a New York dopo l’irruzione della polizia nel locale gay Stonewall Inn, sfociate in sei giorni di scontri con circa venti arresti tra i manifestanti e tuttora considerate l’origine del moderno movimento per i diritti Lgbtqia+. La capitale tedesca torna così a fare i conti con la violenza dopo l’accoltellamento di un turista spagnolo vicino al Memoriale dell’Olocausto nel febbraio 2025, per cui un giovane siriano è stato condannato a 13 anni di carcere lo scorso marzo.