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La Russia riceve gli ambasciatori di Francia, Uk e Germania. Lavrov: «Ascoltiamo con interesse». Svolta diplomatica sull’Ucraina?

11 Giugno 2026 - 11:19 Simone Disegni
Meloni Macron Starmer Merz
Meloni Macron Starmer Merz
I rappresentanti dei tre Paesi al ministero degli Esteri di Mosca per colloqui. La rabbia di Meloni per l'esclusione
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Gli ambasciatori di Francia, Gran Bretagna e Germania sono arrivati al ministero degli Esteri di Mosca, dove vengono ricevuti dal viceministro Mikhail Galuzin. Ne dà notizia la Tass. Si tratta dei rappresentanti degli stessi tre Paesi (il cosiddetto E3) i cui avevano incontrato domenica a Londra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Nicolas de Riviere, Nigel Casey and Alexander Lambsdorff sono entrati al ministero di Mosca senza rilasciare commenti. L’incontro rappresenta una prima svolta diplomatica dopo quattro anni di gelo tra la Russia e l’Europa seguiti all’invasione dell’Ucraina. Da settimane si rincorrevano le voci su un possibile sblocco del dialogo, con timide aperture di Vladimir Putin all’offerta di dialogo dell’Ue. La notizia dell’incontro a Mosca era stata anticipata ieri dal ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov: «Ci incontreremo con loro e li ascolteremo», aveva detto Lavrov, osservando come sia «interessante vedere come queste persone esporranno qualcosa che potrebbe ispirare idee costruttive».

La rabbia di Meloni per l’esclusione dal vertice sull’Ucraina

Proprio questa mattina alla Camera la premier Giorgia Meloni ha riaffermato il sì dell’Italia alla linea di sostegno all’Ucraina ma anche dialogo prudente con la Russia. Al contempo però Meloni ha affondato il colpo contro i leader di Francia, Germania e Regno Unito – Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Keir Starmer – per via dell’ennesima riunione ristretta in formato E3 svoltasi domenica sera a Londra. «Procedere a tentoni con formati variabili non adeguatamente rappresentativi produce frammentazione, confusione, debolezza. Il tema vero non è chi fa o meno parte di questo o quel formato, ma piuttosto che allo stato nessun formato ha legittimità per parlare a nome dell’intera Europa», ha attaccato la premier. Aggiungendo poi che «se in Europa ci fossero meno formati che si sovrappongono, meno riunioni ridondanti, ma magari qualche scambio in più sulle risposte concrete, riusciremmo forse a offrire un contributo più efficace alla soluzione dei problemi».

In copertina: La premier Giorgia Meloni con i leader di Francia, Germania e Regno Unito Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Keir Starmer in un recente incontro – Parigi, 17 aprile 2026 (Ansa/Epa – Jeanne Accorsini)

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