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Il 2025 l’anno delle guerre, mai così tante negli ultimi 80 anni: oltre 244mila vittime, otto i conflitti tra Stati

09 Giugno 2026 - 18:02 Anna Clarissa Mendi
2025-anno-guerre
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Il 2025 ha fatto segnare il numero più alto di conflitti tra Stati dalla Seconda guerra mondiale. Un'escalation vertiginosa se si considera che il numero è raddoppiato per il secondo anno consecutivo
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Le tensioni internazionali stanno riportando il mondo a livelli di instabilità che non si vedevano dalla metà del Novecento. Il 2025 ha fatto registrare il numero più alto di conflitti armati tra Stati dalla fine della Seconda guerra mondiale. Secondo i dati dell’Uppsala Conflict Data Program (Ucdp) dell’Università di Uppsala, in Svezia, nel corso dell’anno sono stati registrati otto conflitti interstatali, tra cui le guerre tra Russia e Ucraina, Iran e Israele e le tensioni armate tra India e Pakistan. Un dato particolarmente allarmante se si considera che il numero degli scontri tra Stati è raddoppiato per il secondo anno consecutivo.

65 conflitti armati

Complessivamente, l’Ucdp ha censito 65 conflitti armati che hanno coinvolto uno o più Stati, il numero più elevato dall’inizio delle rilevazioni statistiche nel 1946. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Journal of Peace Research. «Assistiamo a un chiaro aumento dei conflitti tra Stati», ha dichiarato Shawn Davies, analista senior dell’Ucdp. «Per molto tempo le guerre tra Paesi sono state relativamente rare, ma gli sviluppi degli ultimi anni mostrano un incremento delle tensioni internazionali e profondi cambiamenti nell’ordine della sicurezza globale».

Cresce il livello di violenza

Tra i 65 conflitti registrati, 13 sono stati classificati come vere e proprie guerre, avendo provocato almeno mille morti in combattimento nel corso dell’anno. Anche questo rappresenta il dato più alto dal 1992. A crescere non è stato soltanto il numero degli scontri, ma anche il livello della violenza. Secondo il rapporto, nel 2025 circa 244.600 persone sono morte in episodi di violenza organizzata, rendendo l’anno il secondo più sanguinoso dal genocidio in Ruanda del 1994. «Non stiamo osservando solo un aumento dei conflitti, ma anche livelli estremamente elevati di violenza mortale», ha spiegato Therese Pettersson, responsabile del progetto Ucdp. «In particolare, si registra un drammatico incremento delle violenze contro i civili, soprattutto in Sudan».

La guerra in Ucraina

La guerra tra Russia e Ucraina si conferma il conflitto più devastante del pianeta: secondo l’Ucdp avrebbe causato almeno 94.700 vittime, pari a circa il 62% di tutte le morti legate ai conflitti armati nel mondo durante il 2025. Tra le guerre più sanguinose figurano anche il conflitto israelo-palestinese e la guerra civile in Sudan. Proprio in Sudan la situazione umanitaria continua a peggiorare: il rapporto segnala massacri diffusi di civili dopo la conquista della città di El Fasher, nel Darfur, da parte del gruppo paramilitare Alleanza Fondatrice del Sudan.

In controtendenza, invece, i conflitti non statali risultano in diminuzione. Gli scontri tra gruppi armati non legati ai governi, come i cartelli della droga in Messico, hanno provocato circa 14.500 morti nel 2025, il livello più basso registrato dal 2013. Il quadro delineato dagli esperti evidenzia un mondo sempre più instabile, segnato dal ritorno delle guerre tra Stati e da un crescente impatto sui civili, con conseguenze umanitarie destinate a pesare ancora a lungo sulla comunità internazionale.

Foto copertina: ANSA/SALVATORE DI NOLFI | Una manifestante durante una manifestazione presso la sede delle Nazioni Unite a Ginevra, il 26 febbraio 2022

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