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«Ucraina in Europa? Prima i Balcani o finiscono nell’influenza russa», la linea del governo Meloni sulla richiesta di Kiev

09 Giugno 2026 - 11:29 Federico D’Ambrosio
crosetto tajani ucraina
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Crosetto e Tajani alle commissioni riunite di Camera e Senato. L'ipotesi di ripensare la missione in Libano in chiave europea
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Il governo italiano è favorevole all’ingresso dell’Ucraina in Europa, ma non al prezzo di scavalcare i paesi dei Balcani che da tempo attendono di entrare nell’Unione. E’ la posizione espressa da Guido Crosetto, ma anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, davanti alle commissioni omologhe unite di Camera e Senato: «Non ci possiamo permettere di perdere neppure un pezzettino, perché quel pezzettino finirebbe subito nella sfera di influenza russa».

«La riunificazione dei Balcani all’Europa è una priorità per noi e questi paesi hanno la precedenza rispetto ad altri. Poi certo non tutti sono uguali, Montenegro ed Albania progressi ne hanno fatti, ma se noi diciamo no all’adesione di alcuni dei paesi dell’are li gettiamo nelle braccia della federazione russa», ha sottolineato Tajani aggiungendo che l’Ucraina sarà sostenuta nel suo percorso di adesione all’Unione ma appunto, senza strappi. «Se iniziamo a dare delle patenti ideologiche non ne usciamo – ha aggiunto Crosetto – i paesi balcanici o stanno da una parte o dall’altra. E io in questo momento non regalerei alla Russia neanche un piccolo paesino dei Balcani perché è un fattore destabilizzante per l’Europa».

La revisione della missione in Libano

A proposito della missione Unifil in Libano, Crosetto ha parlato di una revisione della missione: «Ho chiesto a Portolano di fare una relazione tecnica su quelle che sono state le problematiche e come potremo affrontarle in futuro e l’abbiamo spedita come contributo italiano alle Nazioni Unite in modo tale da poter costruire la base di una futura Unifil 2, per avere una cornice che ci consenta di svolgere le nostre funzioni che non sono quelle di stare a guardare una guerra in corso, come quella che abbiamo sopra la testa adesso, e che parta come presupposto dalla fine dello ostilità sud del Libano».

Secondo Crosetto, ma sugli stessi concetti si è espresso Tajani parlando di una missione multilaterale europea (e quindi non più Onu), «è inutile investire in sicurezza in Libano, devi formare le forze armate libanesi e disarmare dall’altra parte altrimenti la guerra non finirà».

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