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Ucraina nell’Ue, il muro della Lega e la frenata di Tajani: «Prima i Balcani». Pd e Iv: «Governo in tilt, Meloni chiarisca»

27 Maggio 2026 - 20:28 Simone Disegni
Meloni Zelensky
Meloni Zelensky
La Commissione proporrà a giugno di aprire il primo capitolo dei negoziati con Ucraina e Moldavia. Giorgia Meloni davanti a un bivio
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Ucraina e Moldavia nell’Unione europea? No grazie. Non fa in tempo a diffondersi da Bruxelles la notizia che la Commissione Ue proporrà a giugno di aprire il primo capitolo dei negoziati per l’adesione dei due Paesi ex Urss che dal governo italiano si alza il muro. O meglio, da un pezzo di governo. «La Lega è assolutamente contraria ad ogni ipotesi di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea. Oltre a non avere i requisiti necessari, che altri Paesi hanno o stanno per ottenere dopo anni di lavoro, Kiev nella Ue rappresenterebbe un danno economico e sociale di enormi proporzioni», demolisce lo scenario il partito di Matteo Salvini. Ma a frenare un po’ a sorpresa è pure l’altro vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani. «Noi siamo favorevoli all’avvio di un percorso che porti l’Ucraina all’interno dell’Ue, ma non dobbiamo dimenticare che ci sono altri Paesi candidati», osserva il ministro degli Esteri. «Per noi la priorità sono i Balcani, fermo restando che l’Ucraina e la Moldavia devono avviare un percorso, devono anche combattere la corruzione, rispettare le regole per far parte dell’Unione Europea. Noi siamo pronti a far la nostra parte per aiutarli».

Pd e Italia Viva: «Meloni chiarisca»

Quanto basta per far saltare sulla sedie diversi rappresentanti delle opposizioni. «La Presidente del Consiglio sconfessi immediatamente i suoi alleati della Lega che continuano a perseguire una agenda filorussa. L’Ucraina non solo può e deve, ma sarà nell’Unione Europea. Mi vergogno per chi, mentre cadono le bombe sui civili, sabota il futuro europeo. Vergogna», attacca il senatore del Pd Filippo Sensi, chiamando in causa Giorgia Meloni. Mentre da Italia Viva Enrico Borghi ricorda come «il governo italiano ha reiterato l’impegno nel promuovere e accelerare il processo di integrazione di Kiev nel blocco europeo, definendola una scelta strategica per la sicurezza del continente, con dichiarazioni ufficiali della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel vertice con il presidente Zelensky tenutosi lo scorso 15 aprile a Palazzo Chigi». Per il senatore di Matteo Renzi «l’ansia di rincorrere Vannacci sulle sue posizioni filo putiniane sta evidentemente mandando in totale corto circuito il governo su un tema così cruciale. Che ci sta a fare Salvini in un governo pro-Kyiv? Siamo all’ennesimo, disperato penultimatum o si fa sul serio in versione Papeete?».

Le spinte in Europa per l’allargamento

Nelle ultime settimane il dossier dell’allargamento dell’Ue a Ucraina e Moldavia, ma anche a diversi Paesi dei Balcani, sembra aver preso una decisa accelerata, anche se il dibattito su tempi e modi dell’integrazione dei nuovi Paesi è tutto aperto. A smuovere le acque pochi giorni fa è stato il cancelliere tedesco Friderich Merz, che ha raccomandato ai vertici Ue (e agli altri leader) di rompere gli indugi e procedere con azioni concrete per mandare subito un segnale geopolitico chiaro alla Russia (e agli Usa di Donald Trump). «È chiaro che non riusciremo a completare il processo in tempi brevi, considerati gli innumerevoli scogli così come le complessità politiche dei processi di ratifica», ha riconosciuto Merz. Ma per evitare di far trascorrere agli eroici ucraini – e ai pazienti balcanici – altri anni invano, il cancelliere ha proposto di procedere subito a un’integrazione parziale, facendo partecipare da subito i Paesi in via di adesione alle riunioni di Consiglio, Commissione e Parlamento europeo con propri rappresentanti.

L’asse Von der Leyen-Zelensky e il summit Ue

Volodymyr Zelensky, da parte sua, continua a premere per il risultato primario, cioé la piena adesione quanto prima – tema di cui oggi ha riparlato al telefono con Ursula von der Leyen. «Siamo pienamente pronti per l’apertura di tutti e sei i capitoli negoziali e contiamo di aprire il primo capitolo già a giugno», ha detto il presidente ucraino con riferimento alle relative indiscrezioni di stampa. L’appuntamento con le prime decisioni, per i capi di Stato e di governo Ue, è fissato al Consiglio europeo di inizio estate, in programma a Bruxelles il 19 giugno prossimo. Giorgia Meloni allora dovrà definire la sua linea. Scontentando almeno uno tra Salvini e Zelensky.

In copertina: La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente dell’Ucraina Volodymir Zelensky durante l’incontro a Palazzo Chigi, Roma, 15 Aprile 2026 (Ansa/Palazzo Chigi – F. Attili)

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