Bastonate all’Ue e ritorno al nucleare, Meloni sigilla il patto con gli industriali: «Siate coraggiosi e lo sarò anch’io» – Il video
Incassato il successo del centrodestra nei due capoluoghi di regione al voto – Venezia e Reggio Calabria – Giorgia Meloni può guardare con un po’ più di serenità al vero appuntamento elettorale chiave, quello con le politiche 2027. E il primo alleato che ha tutto l’interesse a tenersi stretto è il partito delle imprese. All’assemblea di Confindustria la premier parla per oltre mezz’ora dando ragione al padrone di casa Emanuele Orsini, che l’ha preceduta sul palco, praticamente su tutto: l’Europa prigioniera di sé stessa e gli investimenti mancanti per la crescita, il nucleare da rilanciare e la burocrazia da snellire anche in Italia. «Resistere, inventare, rilanciare», sono le tre parole chiave che Meloni consegna agli industriali, sotto gli occhi pure del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «È il tempo del coraggio, il tempo delle scelte. Siate coraggiosi e vi prometto che io farò lo stesso», sprona gli industriali la premier.
L’attacco frontale all’Ue
Mentre la trattativa con Bruxelles sui possibili spazi fiscali per sostenere famiglie e imprese procede a rilento, Giorgia Meloni torna ad attaccare frontalmente l’Ue, su cui addossa di fatto tutto il peso dei problemi strutturali. «La principale enorme fragilità che ci riguarda da vicino è l’attuale configurazione dell’Unione europea, un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato la competitività e la crescita strategica sull’altare di approcci ideologici e tecnocratici. L’Europa è stata inarrestabile nella capacità di moltiplicare le regole su ogni aspetto della vita comune ma miope quando si trattava di far sentire la propria voce nella vita globale», riassume la premier. Per fortuna, continua, «Abbiamo capito quanto fosse suicida dipendere da altri in materie strategiche come l’energia. Le crisi mondiali hanno fatto in modo che ci si svegliasse nel mondo reale ed è stato un risveglio brusco. Oggi come ieri chi, come voi e come me, pone con forza la necessità di un cambio di passo da parte dell’Ue non lo fa per distruggere ma per costruire». Dunque «Noi chiediamo che l’Ue faccia meno e meglio, che si dia priorità sensate e proceda con velocità nelle decisioni. Da questo dipende se sei tra coloro che orientano le scelte o le subiscono: la semplificazione e sburocratizzazione devono essere il nostro mantra».
Difesa e energia, le due priorità
Quanto al negoziato in corso con l’Ue, in concreto, spiega Meloni, «non si tratta di essere autorizzati a fare nuovo debito, ma di allocare al meglio quello già previsto: puro e semplice buonsenso». La premier chiarisce anche di non aver cambiato idea sulla necessità di utilizzare gli spazi concessi oltre i vincoli del Patto di Stabilità per spendere in difesa. «Non ho affatto cambiato atteggiamento, benché sappia molto bene quanto il tema in Italia sia impopolare. La verità è che se non ti sai difendere, lo pagherai in termini di autonomia, in termini di capacità di difendere i tuoi interessi nazionali», insomma le spese per la difesa «sono il prezzo della libertà». E però «se noi oggi non aiutiamo le famiglie e le imprese a superare l’impatto di una crisi che è significativa, rischiamo che domani non ci sia più niente da difendere in questa nazione. E quindi dobbiamo creare un equilibrio tra due necessità», conclude Meloni chiamando uno dei tanti applausi della platea di Confindustria.
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Le scelte e le riforme in Italia
Sul piano interno la premier prova poi a sigillare il patto con gli industriali proponendo di «avviare subito un cantiere comune per arrivare ad una riforma comune della burocrazia in Italia». Su molti punti si possono fare seri passi in avanti, promette la premier, consapevole che sin qui il suo governo ha «iniziato a scardinare lo status quo, ma molto resta da fare» Sul fronte dell’energia poi la posizione del governo è perfettamente in linea con quella enunciata da Orsini: avanti tutta sulla ripresa del nucleare. «Vogliamo proseguire speditamente sulla strada del ritorno al nucleare in Italia, intanto sulle tecnologie più innovative con i reattori modulari. Entro l’estate sarà approvata la legge delega e poi saranno approvati i decreti attuativi per il quadro politico necessario. Non ho dubbi sul fatto che la ripresa della produzione nucleare sia un obiettivo alla nostra portata, e importante per la nostra competitività. Sono molto determinata su questo».
Il messaggio agli industriali
A un anno dal voto la premier si vede quindi sfidare possibili scelte impopolari – dalla difesa al nucleare – contando sul fatto, rivendica, che l’Italia non è più «l’anello debole d’Europa: siamo una nazione credibile, autorevole guardata con rispetto sempre maggiore nel mondo, che sta crescendo in domini nuovi – dallo spazio alle scienze della vita». Nonostante incertezza e difficoltà, l’obiettivo deve essere quindi quello di tornare a salire verso le stelle, dice dunque Meloni citando Virgilio agli industriali. E forse un po’ anche a se stessa.
Foto di copertina: La presidente del consiglio Giorgia Meloni durante l’assemblea annuale Confindustria, Roma 26 maggio 2026 (ANSA/FABIO FRUSTACI)

