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Ucraina subito nell’Ue (senza voto), il piano di Merz: «È ora di agire». E l’Italia spinge per integrare i Balcani

21 Maggio 2026 - 17:39 Simone Disegni
Merz Zelensky
Merz Zelensky
La proposta della Germania per una "membership parziale" sfida le perplessità dello stesso Zelesnky. La scelta dei leader al vertice di giugno
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Basta rinvii, l’Ucraina deve entrare subito nell’Unione europea: per lo meno con uno status provvisorio di “membro associato”. È l’idea lanciata oggi ufficialmente dal Cancelliere tedesco Friedrich Merz in una lettera ai vertici delle istituzioni Ue. L’Ucraina ha presentato la sua domanda di adesione all’Ue nel marzo 2022, sotto i bombardamenti russi. Da allora il dossier di candidatura avanza, e la Commissione ha più volte lodato i passi da gigante compiuti da Kiev sul sentiero delle riforme necessarie all’adesione – dall’apertura del mercato alla lotta alla corruzione. Ma l’iter per l’adesione è lungo e puntiglioso – come per tutti i Paesi candidati – e Ursula von der Leyen ha più volte chiarito che non è possibile fissare a priori una data per l’ingresso di Kiev nel club. «È chiaro che non riusciremo a completare il processo in tempi brevi, considerati gli innumerevoli scogli così come le complessità politiche dei processi di ratifica», e queste lungaggini «creano comprensibilmente frustrazione», scrive nella lettera Merz. Ma né l’Europa né l’Ucraina, è il ragionamento, possono perdere l’occasione di lanciare un messaggio geopolitico forte e chiaro. Ecco dunque l’idea «creativa» per arrivare in fretta a un obiettivo concreto.

L’Ucraina dentro l’Ue (senza voto)

In attesa di arrivare alla piena adesione – obiettivo finale che resta in agenda – la Germania propone di offrire all’Ucraina uno status di “membro associato” all’Ue. In concreto, stando ai propositi di Merz, ciò significherebbe che Kiev porterebbe subito suoi rappresentanti dentro le istituzioni Ue, anche se senza diritto di voto: il presidente ai vertici del Consiglio europeo, un posto al tavolo della Commissione Ue, rappresentanti al Parlamento europeo e alla Corte europea di giustizia. Una sorta di “pre-adesione” cucita appositamente per l’Ucraina, insomma. Secondo Merz quello offerto sarebbe «un sostanziale equivalente alla membership che eccede di molto ciò che potremmo conseguire nel medio termine tramite la metodologia dell’adesione». D’altra parte proprio negli ultimi giorni si è aperto il processo che potrebbe portare alla rimozione del principale ostacolo all’adesione dell’Ucraina all’Ue: Kiev ha avviato colloqui bilaterali col nuovo governo ungherese guidato da Peter Magyar per risolvere i dissidi sul trattamento della minoranza magiara (100mila persone circa) nella regione della Transcarpazia. Merz punta a cogliere la finestra di opportunità politica, scommettendo sull’asse con Emmanuel Macron, il cui mandato alla guida della Francia scade ad aprile 2027.

La proposta di Merz e le perplessità dell’Ucraina

Un piano franco-tedesco di associazione parziale dell’Ucraina era in realtà già stata fatto filtrare il mese scorso sul Financial Times, e Kiev non l’aveva presa bene. Volodymyr Zelensky aveva fatto sapere di respingere fermamente qualsiasi forma di “membership succedanea”, ribadendo la sua spinta per un’adesione piena nel più breve tempo possibile. Merz ne è consapevole e per questo insiste ora nella sua lettera che quella proposta «non sarebbe una membership light» e fungerebbe da acceleratore del processo di adesione – non il contrario. E darebbe subito un segnale politico forte e chiaro alla Russia, così da rafforzare l’Ucraina e avvicinare la fine della guerra. Resta da capire se quest’ottica innovativa convincerà o meno l’Ucraina e i suoi più tenaci sostenitori dell’Est Europa. Quanto alla Commissione, che tiene il volante dei negoziati di adesione, un suo portavoce ha detto al Kyiv Independent di vedere di buon occhio qualsiasi discussione sull’allargamento, anche in vista del vertice Ue del prossimo 18 giugno in cui sono i leader affronteranno il tema.

La rotta «speciale» per Moldavia e Balcani

L’altro nodo che potrebbe far storcere il naso a più di qualcuno è il possibile fast-tracking della candidatura dell’Ucraina rispetto a quella di altri Paesi che sono in “sala d’attesa” da ben più tempo. È il caso di molti Paesi dei Balcani – dall’Albania al Montenegro fino alla Macedonia del Nord. L’Italia è tra i Paesi che sostengono con più forza l’adesione dei Paesi dei Balcani, proponendo con Austria, Repubblica Ceca, Slovenia e Slovacchia di procedere con la loro integrazione settore per settore. Merz nella sua lettera chiarisce di non voler affatto metterli in secondo piano – idem dicasi per la Moldavia – e propone di offrire pertanto anche a loro uno status speciale in attesa dell’adesione vero e proprio: accesso privilegiato al mercato unico e osservatori stabili dentro le istituzioni Ue. Consapevole dell’azzardo politico-legale, il Cancelliere tedesco chiede quindi l’istituzione di una task force per studiare la fattibilità della proposta. Poi a sciogliere il nodo sul piano politico saranno tra un mese i leader.

In copertina: Il Cancelliere tedesco Friedrich Merz col presidente ucraino Volodymyr Zelensky – Berlino, 14 aprile 2026 (Ansa/Epa – C. Bilan)

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