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Angela Merkel scuote l’Ue: «Mediare tra Putin e Zelensky? Serve un leader in carica». Il toto-nomi per il negoziato

18 Maggio 2026 - 17:50 Simone Disegni
Angela Merkel
Angela Merkel
L'ex cancelliera tedesca sprona l'Europa a guidare le trattative tra Mosca e Kiev ma si chiama fuori (e brucia illustri candidati italiani)
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Per mettere fine alla guerra tra Russia e Ucraina è scoccata l’ora dell’Europa. Su questo, per una volta, concordano ora sia Mosca che Kiev. Dopo aver azzerato gli aiuti all’Ucraina, poi tentato senza successo di mediare un accordo, gli Stati Uniti di Donald Trump hanno di fatto abbandonato il campo – distratti nell’immediato dalla crisi nel Golfo, preoccupati sul lungo termine dal confronto con la Cina. Russia e Ucraina nel frattempo continuano a colpirsi a vicenda, con danni, morti e feriti ormai da ambo le parti. Ma entrambi i Paesi danno al contempo segnali di voler tornare a negoziare, anche se da punti di partenza lontanissimi. Alla vigilia della partenza di Vladimir Putin per la Cina, il Cremlino ha ribadito di guardare con interesse alla possibilità di riaprire il dialogo con l’Europa, svolta (teorica) già delineata da Putin lo scorso 9 maggio in risposta alle aperture del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. E proprio parlando con l’ex premier portoghese ieri sera Volodymyr Zelensky ha spronato l’Ue: «Siamo d’accordo che l’Europa debba essere coinvolta nei negoziati. È importante che l’Europa abbia una voce forte e una presenza in questo processo, e vale la pena determinare chi rappresenterà esattamente l’Europa».

Europa chi?

Entri in campo l’Europa, dunque, che varando il maxi-prestito da 90 miliardi di euro per il 2026/27 s’è d’altronde conquistata il posto al tavolo d’onore accollandosi quasi da sola il peso del sostegno all’Ucraina. Ma chi sarebbe l’Europa? Chi la rappresenterà? I capi di Stato e di governo sono 27, ragion per cui a rappresentarli unitariamente nel mondo sarebbero sulla carta lo stesso Costa – quale presidente del Consiglio europeo – e l’Alta rappresentante per la politica estera Kaja Kallas. L’ex premier estone però si è costruita un profilo come una delle più tenaci oppositrici della Russia, che per questo ha già detto di escludere di voler trattare con lei. «Il rappresentante lo scegliamo noi, non il Cremlino», hanno risposto la scorsa settimana i ministri degli Esteri dell’Ue. Impeccabile. Resta il fatto però che un mediatore per avere qualche minima chance di successo deve essere accettato dalle controparti. Kallas dunque pare fuori gioco, e da giorni tra governi e circoli di politica estera europea è tutto un vociferare su chi potrebbe quindi rivestire adeguatamente tale ruolo. Oggi una delle personalità più evocate per il ruolo, Angela Merkel, è uscita allo scoperto. Per chiamarsi fuori.

Merkel all’Ue: «Serve un capo di governo»

Intervenendo a un convegno organizzato dalla tv Wdr a Berlino, l’ex cancelliera tedesca ha detto che nessuno l’ha contattata per offrirle quel ruolo, ma che in ogni caso non lo accetterebbe. Per ragioni di realismo politico. È sacrosanto tornare a negoziare perché è palese che oggi l’Europa «non sta facendo sufficiente uso del suo potenziale diplomatico», ha detto Merkel. Ma, ha aggiunto, «solo coloro che detengono il potere sono negoziatori credibili». Dopo l’annessione unilaterale della Crimea nel 2014 gli europei riuscirono a portare Mosca al tavolo arrivando ai cosiddetti Accordi di Minsk (poi violati costantemente dalla Russia), ricorda l’ex cancelliera. «Fummo in grado di tenere quei negoziati con Putin perché avevamo potere politico, perché eravamo capi di governo», ha spiegato Merkel. «Hai bisogno di quel potere. Io stessa, personalmente, non avrei mai pensato di chiedere a un mediatore di andare a Minsk per parlare con Putin per conto mio…». A trattare con Putin e Zelensky, dice insomma Merkel, dev’essere un pari grado nella pienezza delle sue funzioni, non un illustre pensionato.

Chi potrebbe trattare con Putin e Zelensky

Merkel così con poche lapidarie parole si chiama fuori dal “toto-mediatore”, ma consiglia all’Ue pure di lasciar perdere altre piste tanto suggestive quanto poco concrete in termini di realpolitik: dall’Italia ma non solo negli ultimi giorni sono stati fatti con insistenza, ad esempio, i nomi di due ex premier ed alti dirigenti Ue come Mario Draghi e Romano Prodi. Se l’Ue seguirà la raccomandazione di Merkel, potrebbero dunque salire piuttosto le chances di profili come quello del presidente finlandese Alexander Stubb, esponente di un Paese scandinavo con ottime relazioni in tutta Europa (parla correntemente l’italiano), con il vantaggio di avere rapporti diretti ed essere stimato pure da Donald Trump. Ma le parole di Merkel potrebbero essere anche lette come un invito a fare un passo avanti ai veri numeri 1 in Europa: il Cancelliere tedesco Friedrich Merz e/o il presidente francese Emmanuel Macron, che per primo nei mesi scorsi aveva aperto a Putin palesando la necessità di rilanciare la diplomazia per spezzare il ciclo della guerra. Resta il problema di mettere d’accordo 27 capitali, e in fretta, per capire se gli spiragli di pace Russia-Ucraina dopo quattro anni di combattimenti siano più di un sussurro.

In copertina: L’ex cancelliera tedesca Angela Merkel parla a un convegno- Berlino, 18 maggio 2026 (Ansa/Epa – Filip Singer)

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