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Giorgia Meloni al veleno contro Macron, Starmer e Merz: «Basta vertici ristretti sull’Ucraina». Poi attacca l’Ue e i burocrati – La diretta

11 Giugno 2026 - 09:56 Simone Disegni
La premier in Parlamento alla viglia di G7 e Consiglio europeo: «Sostegno fermo a Kiev, ma dobbiamo parlare con Putin»
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni riferisce oggi al Parlamento – dalle 9 alla Camera, dalle 15.15 al Senato – sulle strategie del governo italiano in vista della riunione del Consiglio europeo del 18-19 giugno. Le comunicazioni della premier sono anticipate di una settimana perché prima del summit a Bruxelles Meloni volerà, da lunedì a mercoledì, al vertice del G7 a Evian, in Francia. Al centro degli appuntamenti internazionali, e dunque del discorso della premier, ci sarà ovviamente il destino della guerra nel Golfo, in bilico tra ripresa dei combattimenti e stabilizzazione del cessate il fuoco, ma anche di quella tra Russia e Ucraina. I capi di Stato e di governo Ue discuteranno in particolare la settimana prossima della possibile apertura dei negoziati di adesione di Kiev, ma anche degli altri Paesi in “lista d’attesa”, a cominciare da quelli balcanici. Si attende da Meloni chiarezza sulla linea dell’Italia, dopo le frenate di Lega e Forza Italia e quella del ministro della Difesa Guido Crosetto. Altri temi al centro del Consiglio europeo e del discorso della premier sono la risposta alla crisi energetica e il rafforzamento della competitività economica.

11 Giugno 2026 - 09:52

Meloni contro la Commissione: «Non può bloccare i fondi Ue»

Grazie anche all’impegno dell’Italia si stanno compiendo progressi sulla costituzione del prossimo bilancio pluriennale europeo. «Piuttosto che su pesca e agricoltura l’Ue pensi a tagliare sulle spese amministrative, che si prevede aumentino del 20%». Quanto alle risorse proprie Ue, queste «possono crescere solo se ciò non pesa su cittadini e imprese», dice la premier. Meloni dice poi di non essere disposta ad accettare nuove prerogative che la Commissione vorrebbe arrogarsi sulla distribuzione dei fondi europei, magari con il “pretesto” del rispetto dello stato di diritto: «Non è possibile che rapporti redatti da funzionari sulla base di articoli di giornale diventino la base vincolante per il blocco discrezionale dei fondi»

11 Giugno 2026 - 09:44

Meloni contro i burocrati: «Basta bloccare l'attuazione delle decisioni»

Le decisioni che i capi di Stato e di governo Ue prendono al Consiglio europeo «devono essere attuate, non possono essere rimesse in discussione da burocrati che non devono rispondere a nessuno», attacca Meloni dopo aver ricordato che al vertice Ue siedono leader democraticamente eletti che rispondono ai rispettivi Parlamenti.

11 Giugno 2026 - 09:40

Meloni: «Flessibilità Ue sull'energia, vince la linea dell'Italia»

«La difesa passa anche dalla sicurezza energetica», ribadisce Giorgia Meloni, rivendicando di aver ottenuto dall’Ue la flessibilità richiesta per settimane a gran voce, quei 14 miliardi che l’Italia potrà spendere per famiglie e imprese: «Siamo riusciti a far valere la nostra posizione di buon senso», rivendica.

La posizione dell’Italia sul Green Deal «non è cambiata», ma il governo è impegnato a rinnovare il mix energetico italiano, sostenendo il ritorno al nucleare, l’aumento dell’uso di biocarburanti, ma anche ottenendo il massimo storico di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. «Lo so, può dare fastidio», ironizza la premier dopo che l’Aula si anima sull’annuncio

11 Giugno 2026 - 09:39

Meloni: «L'Italia al 2,8% del Pil in difesa»

Sulla difesa «siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità e lo ribadiremo al vertice Nato, dove l’Italia si presenterà con il 2,8% del Pil investito in difesa e sicurezza. Segnalo un aumento dello 0,71%, garantito però soprattutto dalle spese legate alla sicurezza sul proprio territorio». Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera.

11 Giugno 2026 - 09:37

Meloni: «Ben Gvir indegno, ma no alla sospensione dell'Accordo Ue-Israele»

Sulle azioni israeliane a Gaza e Cisgiordania è il tempo di un dibattito serio tra le forze politiche, piuttosto che di posizioni autoreferenziali, sottolinea Giorgia Meloni. Nel merito la premier ribadisce la condanna dell’espansione delle colonie in Cisgiordania e dello sfollamento forzato dei palestinesi. Ricorda pure l’iniziativa dell’Italia di proporre sanzioni al ministro della Sicurezza Itamar Ben Gvir. Le sue ultime dichiarazioni sull’Italia sono «inaccettabili e anche poco degne di Israele», ribadisce la premier. Meloni dice che l’Italia valuterà anche le proposte della Commissione sul possibile innalzamento dei dazi sui prodotti dalle colonie, mentre resta contraria alla sospensione dell’Accordo di Associazione Ue-Israele: «Punire la società civile israeliana sarebbe non solo sbagliato, ma controproducente»

11 Giugno 2026 - 09:31

Meloni: «Sostegno al Libano nel disarmo di Hezbollah»

Giorgia Meloni ribadisce il sostegno alla missione Unifil in Libano, finita a più ripresa sotto i colpi incrociati di Israele e Hezbollah: «Chi la colpisce colpisce la comunità internazionale». Sostegno netto pure al lavoro del presidente libanese Aoun, impegnato nella distensione con Israele ma pure nel disarmo di Hezbollah: per questo l’Italia «continuerà a sostenere le forze armate libanesi». L’appello a Israele però è quello a continuare a tutelare la popolazione civile libanese mentre colpisce la milizia sciita, tanto a Beirut quanto nel sud del Paese.

11 Giugno 2026 - 09:28

Meloni: «L'Iran dimostri di volere la pace»

Giorgia Meloni guarda al vertice G7 di Evian per un confronto necessario con Donald Trump sul Golfo, l’altra guerra che continua a preoccupare l’Italia e l’Europa. «Se l’Iran dimostrerà di essere pronto a un percorso costruttivo l’Europa dovrà esserci per accompagnare quel percorso, altrimenti pronta a rafforzare la pressione sul regime di Teheran». L’Italia ribadisce comunque di voler lavorare per la pace e per riaprire al più presto lo Stretto di Hormuz garantendo la libertà di navigazione.

11 Giugno 2026 - 09:23

Meloni contro Macron-Starmer-Merz: «Basta riunioni ristrette sull'Ucraina»

Il sostegno tenace a Kiev non deve trasformarsi tuttavia in «cecità diplomatica», e l’Ue deve essere pronta a guidare il necessario dialogo con Mosca. Perciò «occorre individuare chi possa rappresentare l’Ue al tavolo negoziale. Procedere a tentoni con formati variabili non adeguatamente rappresentativi produce frammentazione, confusione, debolezza. Il tema vero non è chi fa o meno parte di questo o quel formato, ma piuttosto che allo stato nessun formato ha legittimità per parlare a nome dell’intera Europa, nessuno Stato da solo ha la legittimità necessaria», polemizza Meloni dopo la riunione a Londra tra Macron, Starmer, Merz e Zelensky. Per la premier va individuata dunque una figura di rappresentanza comune con Russia e Ucraina. «Meno formati ristretti e riunioni ridondanti e più scambi concreti sulle soluzioni», affonda il colpo la premier.

11 Giugno 2026 - 09:19

Meloni: «La Russia impantanata in Ucraina»

La Russia da gennaio ad oggi è ferma, non è riuscita ad avanzare l’Ucraina, ed è per questo sempre più frustrata. E se è così è per via del sostegno tenace dell’Occidente all’Ucraina, che deve proseguire, rivendica subito in Aula Giorgia Meloni: «l’unico modo per costringere Putin ad aprire una stagione negoziale». Sino ad allora, «mantenere alta la tensione politica ed economica».

11 Giugno 2026 - 09:00

L'omaggio di Meloni a Berlinguer: «Non temo il confronto»

A pochi minuti dall’avvio delle comunicazioni alla Camera, Giorgia Meloni tende un ramoscello d’ulivo alle opposizioni rendendo omaggio alla figura dello storico leader del Pci Enrico Berlinguer, di cui ricorre oggi il 42esimo anniversario della morte. «Nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa, voglio ricordare con rispetto una figura che ha rappresentato un punto di riferimento per la sinistra italiana e uno dei protagonisti della storia politica della Repubblica, Enrico Berlinguer», scrive la premier sui social.

«Ricordo anche il gesto di Giorgio Almirante, che volle rendere omaggio al feretro del suo avversario politico. Un segno di rispetto umano e istituzionale che ancora oggi richiama il valore di un confronto politico fermo negli ideali ma rispettoso delle persone», aggiunge la premier. «Perché si può fare politica secondo visioni diverse, anche diametralmente opposte, senza per forza demonizzare l’avversario. Senza rinunciare al confronto, anche acceso, e allo stesso tempo alla consapevolezza di appartenere tutti alla stessa comunità nazionale. Il nostro compito – conclude Meloni – è servire l’Italia e gli italiani. L’ho sempre pensato e sostenuto: le idee forti non temono il confronto».

 

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