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Fratricidi d’Italia: la guerra interna di FdI a Prato a colpi di lettere anonime, foto hard e massoneria

fdi prato lite accuse tommaso cocci claudio belgiorno giovanni donzelli
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Una serie di missive accusa Tommaso Cocci, anche di uso di droghe. Lui: «Ho fatto una sciocchezza, ma non mi faccio ricattare»

Una lettera anonima con foto hard. E accuse di pedofilia, pedopornografia, uso di droghe e affiliazioni massoniche. E Tommaso Cocci, capogruppo di Fratelli d’Italia a Prato e candidato alle elezioni regionali del 12 e 13 ottobre, ammette che è tutto vero: «Ho fatto una sciocchezza, ma non mi faccio ricattare». Il Fatto Quotidiano racconta oggi la storia della guerra fratricida di FdI nella città toscana. E di una missiva arrivata a febbraio. Con il bis di aprile e la minaccia: «Se continui a fare politica ti distruggiamo la vita».

Fratricidi d’Italia

Cocci è avvocato ed è sostenuto nel partito dalla deputata Chiara La Porta. Racconta di un adescamento su Instagram. Con scambio di foto intime e lettere. L’account che l’ha circuito nel frattempo è sparito. Ma le immagini hanno cominciato a circolare tra consiglieri di destra e sinistra. Con la richiesta di dimissioni. Il 18 aprile ha denunciato tutto alla Digos. E dice che quelle lettere provengono dal suo stesso partito. Perché la missiva sull’uso di droghe era indirizzata direttamente a La Porta e a Giovanni Donzelli, referente locale. Un’altra recita: «Di tutto questo gli onorevoli di Fratelli d’Italia sono a conoscenza da ottobre 2024». E chiede: «E voi continuate a sostenerlo?».

La mozione antidroga

Poche settimane prima dell’arrivo della prima missiva in consiglio comunale a Prato è arrivata una mozione per sottoporre tutti i consiglieri al test antidroga. Con la firma di Claudio Belgiorno, collega di partito di Cocci. «Per questo quattro giorni dopo ho fatto il test», spiega ancora l’avvocato. Belgiorno, che nega un ruolo nella fabbricazione dei dossier, precisa però di aver ricevuto le lettere e di averle trasmesse ai referenti. Anche perché nei confronti di Cocci c’è anche un’altra accusa: quella di appartenere alla massoneria. In effetti Cocci conferma di essere segretario della Loggia del Sagittario. Quella di cui è Gran Maestro proprio Riccardo Matteini Bresci. Ovvero l’uomo accusato di aver corrotto l’ex sindaca Ilaria Bugetti.

12 anni

Cocci dichiara di essere iscritto da 12 anni alla Loggia. E di essersi messo “in sonno”. Nelle carte dell’inchiesta su Bugetti il suo nome non compare. «Non ho mai avuto rapporti professionali con Matteini né con altri su cui indaga la Procura», conferma lui. Ma la calunnia è un venticello. FdI ha fatto della “questione massoneria” l’arma per colpire Bugetti e il “sistema Pd”. E oggi si ritrova a correre con l’ex segretario della stessa loggia. Donzelli, responsabile nazionale dell’organizzazione, si era pure vantato: «A Siena abbiamo sostituito in 24 ore un candidato che aveva dato priorità alla sua appartenenza massonica».

Claudio Belgiorno

Il problema è che anche Belgiorno ha i suoi guai. Tra il 2021 e il 2022 il comune ha versato 36 mila euro alla società in cui lavorava a titolo di rimborso. Ha giustificato le sue assenze con incontri istituzionali dubbi. E avrebbe anche convocato 15 riunioni del gruppo consiliare composto solo da lui e da Cocci. Su questo c’è un’altra inchiesta della procura di Prato.

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