Influencer e presentatrice tv nell’indagine per narcotraffico: dal finto contratto alle droghe, chi è Felicia Sirbu


C’era anche una influencer e giornalista sportiva tra le persone che frequentavano assiduamente il presunto narcotrafficante romeno Cristinel Balint, finito in manette, e con lui consumavano droghe pesanti nella periferia di Milano. Al momento la donna, che sarebbe una nota personalità tv moldava residente da tempo in Brianza, non è iscritta nel registro degli indagati. Tra le intercettazioni agli atti dell’indagine, però, il suo nome e la sua voce ritornano più volte mentre dialoga con alcuni membri di un gruppo criminale dell’Est Europa.
Chi è l’influencer Felicia Sirbu
Felicia Sirbu, la donna in questione, ha 34 anni. 75mila follower su Instagram, protagonista di interviste e articoli di gossip nella sua madrepatria, da anni si è trasferita in Lombardia. Sui suoi profili ostenta uno stile di vita lussuoso, tra ristoranti e borse firmate, viaggi al mare e capitali europee. Ma la verità probabilmente è leggermente differente.
La cocaina e i contanti ritrovati: le prime tracce verso l’influencer
Sul nome di Sirbu la procura ci inciampa quasi fortuitamente mentre sta seguendo ogni movimento di una banda di narcotrafficanti. La prima traccia è un chilo di cocaina trovato all’interno di un furgoncino a Vimodrone nell’agosto di due anni fa, per cui è stato arrestato il romeno Andrei Radu Tataru. Poi, in un garage di via della Burrona, all’interno di un doppiofondo di una lussuosissima Audi A6 vengono trovati 279mila euro in contanti. Difficile che provengano da attività lecite, ma di altri stupefacenti non c’è traccia. Gli inquirenti, che hanno puntato il faro su sette individui, fanno scattare le manette anche per il romeno Cristinel Balint e il 28enne ucraino Ivan Buzduhan.
Il ruolo di Felicia Sirbu: la cocaina e lo stipendio al garage
Ed è proprio durante le indagini che emerge la presenza di Felicia Sirbu. In un’intercettazione datata novembre 2023, l’influencer parla proprio con Balint all’interno della sua casa a Nova Milanese. L’uomo le confessa di essere preoccupato per l’indagine in corso nei suoi confronti, di cui è pienamente consapevole. Lei ascolta intenta, poi consuma con lui una dose di cocaina e si accorda per essere assunta – con contratto ovviamente fittizio – presso il garage Alpha Group dove è stata ritrovata l’Audi dal ricchissimo doppiofondo. Per lei era pronto uno stipendio mensile di poco più di mille euro.