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Valeria Fonte torna sui social: «Sono di nuovo qui» e dice che con la Lucarelli se la vedrà in tribunale

17 Novembre 2025 - 18:55 Alba Romano
valeria fonte lucarelli
valeria fonte lucarelli
L'attivista si dice «traumatizzata» dall'ondata di odio nei suoi confronti: «Ma continuerò a scrivere di femminismo». E ha denunciato la giornalista che ha pubblicato le chat del suo gruppo

«Sono qui, sono di nuovo qui». Comincia con queste parole il lungo post pubblicato su Instagram da Valeria Fonte, una delle attiviste indagate per stalking e finite sotto i riflettori mediatici dopo che Selvaggia Lucarelli ha pubblicati alcuni stralci di una chat di gruppo in cui compaiono insulti a personalità pubbliche e politici. Dopo un breve commento comparso nelle ore immediatamente successive alla polemica, Fonte aveva smesso di pubblicare sui social. «Chi mi conosce da molto tempo sa quanto non mi piaccia piangermi addosso. Così ho scelto di farlo lontano da tutt*. Ho disattivato il mio profilo per tre settimane. Ho speso troppi soldi per denunciare i media italiani, fino a indebitarmi. Ho rischiato di non svegliarmi, una mattina, e non è stato bello», si legge nel post Instagram della scrittrice e attivista.

«Non ho mai usato insulti sessisti o misogini»

In una lunga riflessione affidata ai social, Fonte ci tiene innanzitutto a dare la sua versione. Per esempio, rivendica di aver «augurato cose brutte ai sionisti, ai fascisti e ai misogini», precisando di volersi assumere la responsabilità e di andarne fiera. Per il resto, sostiene l’attivista, nelle chat pubblicate da Lucarelli, non ha mai usato termini misogini, fatto body shaming o insultato con appellativi sessisti. «Non bisogna mettermi in bocca parole o pensieri che non potrei nemmeno lontanamente formulare», dice Fonte riferendosi all’articolo sul Fatto Quotidiano che ha dato il via alla polemica.

«Ho rischiato la vita»

Fatte queste precisazioni, la Fonte si dice «traumatizzata dall’odio che si è riversato su di me», ma aggiunge di non voler affatto smettere di parlare di femminismo, perché rappresenta «la mia vita, la mia felicità, la mia speranza». Nel post con cui torna a farsi viva, la scrittrice rivela di aver passato un periodo a dir poco complicato: «Mi vergogno di quanto male mi sono fatta. Sono viva perché le mie amiche non mi hanno lasciata mai sola?». Fonte ringrazia anche un certo o una certa “M”, che vedendola «al verde e senza forze» le ha allungato «i soldi per la psichiatra e per gli psicofarmaci».

L’attacco a Selvaggia Lucarelli

Valeria Fonte dice di aver presentato una querela a Selvaggia Lucarelli, che «ha sulle spalle il peso di aver azionato questa macchina». E di averlo fatto «indebitandomi per pagare gli avvocati, da scrittrice precaria e sfruttata, rimanendo senza un euro e una marea di debiti, a ventisette anni, e non le auguro niente di diverso da “quell’esame di coscienza” che hanno detto a me di fare».

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