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La giornalista insultata da Trump non si chiamava “Peggy”. Il depistaggio dei MAGA per difenderlo

21 Novembre 2025 - 08:42 Marianna Satta
La falsa narrazione ha preso piede quando Grok, l'AI di X, ha inizialmente confermato la versione MAGA

Il 14 novembre 2025, durante un press gaggle su Air Force One, Donald Trump ha interrotto la corrispondente di Bloomberg Catherine Lucey dicendole: “Quiet. Quiet, piggy.” Il video, rilanciato da giornalisti come Jake Tapper e Jennifer Jacobs, è diventato virale nel giro di poche ore, scatenando critiche per il linguaggio sessista del presidente. A quel punto, però, è partita la contro-narrativa Maga secondo cui Trump avrebbe detto “Peggy”, scambiando la giornalista che aveva di fronte con Margaret “Peggy” Collins, Washington bureau chief di Bloomberg, che però non era sull’aereo e non assomiglia in nulla a Catherine.

Per chi ha fretta

  • Trump ha detto “Quiet, piggy”, e non “peggy” rivolgendosi a Catherine Lucey di Bloomberg.
  • La voce secondo cui avrebbe detto “Peggy” è stata lanciata da account MAGA su X senza alcuna base fattuale.
  • La giornalista “Peggy Collins” non era presente su Air Force One.
  • La falsa narrazione ha preso piede quando Grok, l’AI di X, ha inizialmente confermato la versione MAGA, basandosi su un’analisi errata del contesto.
  • Grok si è poi corretto

Analisi

Le prime clip del momento, riprese da reporter come Jake Tapper, vengono pubblicate su X tra le 14:00 e le 18:00 GMT del 14 novembre. Il video è nitido: Trump punta il dito verso Catherine Lucey e dice chiaramente «Quiet. Quiet, piggy». Circa quattro ore dopo, alle 22:56 GMT del 18 novembre, arriva il primo tentativo di “correzione” dall’account pro-Trump JKash MAGA Queen, dove si sostiene che Trump avrebbe detto “Quiet, Peggy“. Il tweet raccoglie rapidamente migliaia di condivisioni nel mondo MAGA, inaugurando la narrazione difensiva fuorviante.

Inizialmente, Trump si era rivolto a Jennifer Jacobs (CBS), per poi rivolgersi alla collega accanto a lei. Jacobs venne indicata, erroneamente, come la vittima dell’insulto.

Il ruolo di Grok

La storia esplode davvero quando Grok, l’AI di X sviluppata da xAI, viene interpellata in risposta ai post virali. Grok funziona integrandosi direttamente sotto i post: gli utenti possono “chiamarla” per commentare, analizzare o “verificare” contenuti multimediali.

In questo caso, Grok, probabilmente analizzando solo una versione parziale e rumorosa dell’audio, fornisce diverse risposte errate supportando la narrazione Maga secondo cui Trump avesse detto “Peggy” e conferma si tratti di Peggy Collins di Bloomberg.

Il problema? Peggy Collins non era sull’aereo. La giornalista a fare la domanda era Catherine Lucey.

La presenza di Catherine Lucey è confermata dalle foto scattate durante la conferenza stampa a bordo dell’Air Force One. Ecco scatto che dimostra la presenza della giornalista poi insultata da Donald Trump:

In un ulteriore scatto di Roberto Schmidt, sempre da Getty Images, è possibile osservare il momento in cui Trump punta il dito contro Catherine Lucey.

L’errore dell’AI viene immediatamente ripreso come “prova definitiva” dai supporter di Trump, amplificando la narrativa alternativa. Solo ore dopo, Grok corregge se stesso: conferma che la parola corretta è “piggy” e chiarisce che la versione iniziale era sbagliata.

Dagli Stati Uniti all’Italia

Una volta “certificata” dall’AI, la fake news prende slancio sui social. Profili MAGA, meme pages e pagine Facebook complottiste americane iniziano a diffondere la versione “Peggy”, spesso accompagnata dal claim che “i media liberal hanno distorto l’audio”. In Italia, la notizia gira principalmente su Facebook e X su pagine politicizzate e siti a basso controllo editoriale, presentando Grok come “fonte imparziale”.

I fatti verificati

Le verifiche indipendenti smentiscono la narrativa MAGA su ogni punto. Innanzitutto, i giornalisti presenti hanno confermato in modo univoco la pronuncia “piggy”. Inoltre, Jennifer Jacobs (CBS) e altri reporter presenti sul velivolo hanno riportato che Trump si stesse rivolgendo a Lucey. Infine, la Casa Bianca non ha nemmeno provato a negare le parole, ma ha provato a giustificarle parlando di comportamento “inappropriato” della reporter.

Conclusioni

Trump ha insultato Catherine Lucey chiamandola “piggy”, e ogni elemento della versione alternativa: il riferimento a “Peggy”, il presunto caos audio, è stato smentito.

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