Niente presepe al Comune di Genova, la sindaca Salis vuole il «villaggio di Babbo Natale». Insorge il centrodestra: «Vuole cancellare il Natale»

Nell’atrio di Palazzo Tursi, a Genova, non ci sarà spazio per il classico presepe comunale. La sindaca Silvia Salis, al suo primo Natale con la fascia tricolore, ha deciso di interrompere la tradizione e puntare su un altro simbolo natalizio che possa far sentire inclusi tutti, cristiani e non. Sono già arrivati, infatti, i panconi che serviranno ad allestire un «villaggio di Babbo Natale», fatto a misura di bambino. La scelta, come prevedibile, ha fatto insorgere le opposizioni cittadine che hanno gridato allo scandalo: «Il campo largo vuole cancellare il Natale».
Il programma della giunta e il «tour dei presepi»
L’insolita decisione non è stata resa nota con un comunicato, anzi i membri del Consiglio comunale ne sono venuti a conoscenza quasi per caso. Durante una commissione per il Bilancio, l’assessora pentastellata alla Tradizione Tiziana Beghin ha risposto alla domanda di una consigliera leghista su quando fosse previsto l’allestimento del presepe: «Non è stato previsto». Poi, di fronte all’insurrezione dei banchi del centrodestra, ha puntualizzato: «Abbiamo predisposto un fitto calendario di eventi ed è in programma un tour per i principali presepi artistici, custoditi nelle chiese e nei luoghi del nostro straordinario patrimonio Unesco». Insomma, il principio sembra chiaro: alle chiese quel che è delle chiese, al Comune qualcosa che possa far sentire inclusi tutti quelli che vorranno recarsi a Palazzo Tursi. «Invito le minoranze ad avere maggiore rispetto delle tradizioni, compreso il Natale, evitando strumentalizzazioni che saranno come sempre smentite nei fatti», ha poi concluso Beghin.
Le critiche delle opposizioni: «Salis mica era cattolica?»
Inutile dire che il richiamo all’ordine non ha sortito alcun effetto concreto sull’opposizione. «È uno schiaffo alla tradizione, politicizzano anche il Natale», ha detto Ilaria Cavo, parlamentare di Noi Moderati. «Dopo aver introdotto l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole dell’infanzia, adesso la giunta Salis cancella anche il presepe, essenza della nostra tradizione cristiana che racchiude i valori fondamentali della famiglia», dicono da FdI. «Silvia Salis fa scelte politiche sempre più inaccettabili e estreme: è arrivata a sostenere che non va bene il presepe, con tutti simboli religiosi e civili che porta con sé, ma assicura che ci sarà il villaggio di Babbo Natale, come se fosse una compensazione sufficiente. Una barba bianca al posto di Gesù bambino, per una sindaca che si era detta cattolica».
