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«Fate soldi, non la guerra». Il vero piano di Trump per l’Ucraina: «Mosca punta alla tregua con gli affari. Gli Usa sono d’accordo»

29 Novembre 2025 - 09:34 Anna Clarissa Mendi
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Secondo il Wall Street Journal, il Cremlino avrebbe proposto alla Casa Bianca di ottenere la pace attraverso gli affari e - con grande disappunto dell’Europa - Washington avrebbe accolto favorevolmente la linea proposta dalla Russia

Il vero piano di Donald Trump per l’Ucraina non sarebbe la fine del conflitto, ma trasformare Stati Uniti, Russia e Ucraina in partner commerciali. Secondo il Wall Street Journal, che titola l’approfondimento Make Money, Not War, il Cremlino avrebbe proposto alla Casa Bianca di ottenere la pace attraverso gli affari. E, con grande disappunto dell’Europa, Washington avrebbe accolto favorevolmente la linea avanzata da Mosca. 

I miliardi di dollari per rilanciare l’economia russa

Secondo fonti vicine ai negoziati, lo scorso ottobre, a Miami Beach, l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff avrebbe discusso con Kirill Dmitriev – capo del fondo sovrano russo e negoziatore scelto da Vladimir Putin – un piano da duemila miliardi di dollari per rilanciare l’economia russa. Un’iniziativa che favorirebbe le aziende statunitensi rispetto ai concorrenti europei che consente agli Usa di accedere ai circa 300 miliardi di dollari di asset russi congelati in Europa per progetti di investimento congiunti e per la ricostruzione dell’Ucraina nel dopoguerra.

La collaborazione Usa-Russia per le risorse dell’Artico 

Secondo Dmitriev, aziende russe e americane potrebbero inoltre collaborare nello sfruttamento delle risorse minerarie dell’Artico. L’obiettivo del Cremlino sarebbe convincere gli Stati Uniti a vedere la Russia non come una minaccia militare, ma come una terra ricca di opportunità economiche. Proponendo accordi multimiliardari nei settori delle terre rare e dell’energia, Mosca potrebbe ridisegnare la mappa economica europea e creare divisioni tra Washington e i suoi tradizionali alleati, scrive il Wsj.

I confini contano meno degli affari

Il negoziatore di Putin, ex dipendente di Goldman Sachs, avrebbe trovato interlocutori ricettivi in Witkoff e in Jared Kushner, genero del presidente, il cui fondo di investimento Affinity Partners ha attratto investimenti miliardari dalle monarchie arabe. Gli uomini d’affari condividono l’approccio geopolitico di Trump. Mentre i diplomatici vedono le sfide post-sovietiche come nodi complessi da sciogliere con lentezza, il presidente immagina una soluzione più semplice, in cui i confini contano meno degli affari. Negli anni ’80, Trump aveva persino proposto di negoziare personalmente la fine della Guerra Fredda, progettando una Trump Tower di fronte al Cremlino, considerata come futura base commerciale.

L’arte dell’accordo di Trump: «Sto risolvendo la questione e ci sono enormi vantaggi economici per gli Usa»

«La Russia ha immense risorse e vasti territori», ha dichiarato Witkoff al Wall Street Journal, auspicando che Russia, Ucraina e Stati Uniti diventino partner commerciali. «Se ci riusciamo, tutti prosperano, e questo sarà un baluardo contro futuri conflitti». I principali consiglieri di Trump vedono un’opportunità per gli investitori americani di ottenere contratti redditizi in una Russia del dopoguerra. E di diventare garanti commerciali della pace. Mosca, secondo le fonti del quotidiano americano, preferirebbe le aziende statunitensi rispetto a quelle europee. I cui leader hanno «fatto un sacco di sciocchezze» sugli sforzi di pace. È l’arte dell’accordo di Trump: risolvere le questioni se ci sono enormi vantaggi economici per l’America.

Foto copertina: ANSA/EPA/ALEXANDER KAZAKOV/SPUTNIK/KREMLIN: Putin alla conferenza stampa dopo il vertice dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO), 27 novembre 2025

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