Autovelox, ecco l’elenco del ministero con tutti i dispositivi autorizzati. Le multe annullate e le novità: dove si trovano – Il documento

Dopo mesi di caos, fra multe contestate e battaglie in tribunale, ecco l’elenco completo che censisce gli autovelox autorizzati in tutta Italia. Nei giorni scorsi, il ministero dei Trasporti ha pubblicato una lunga lista che elenca tutti i dispositivi per la rilevazione automatica della velocità autorizzati sul territorio nazionale. Gli autovelox che non figurano in quel documento – consultabile integralmente sul sito del ministero o sul Pdf in questa pagina – andranno spenti dalle autorità locali o comunque non potranno comminare multe agli automobilisti.
Il censimento del Mit
La principale novità del censimento degli autovelox è proprio la seguente: se il dispositivo che ha rilevato l’infrazione non risulta inserito nel nuovo elenco ufficiale del Mit, la multa sarà nulla. Questo, di fatto, obbliga amministrazioni comunali, province e forze di polizia a registrare ogni apparecchio indicando caratteristiche e amministrative, pena l’impossibilità di usarlo. L’obiettivo del censimento, d’altronde, era proprio eliminare i dispositivi non tracciati o installati senza criteri uniformi.
La novità dopo le battaglie giudiziarie
Con la pubblicazione dei risultati del censimento degli autovelox si chiude una polemica che va avanti da anni sulla presunta legittimità o meno delle multe ricevute dagli automobilisti colti a commettere un’infrazione. Una serie di sentenze aveva stabilito infatti il diritto dei cittadini a non pagare le sanzioni comminate da dispositivi non uniformi, costringendo di fatto il governo a correre ai ripari. La soluzione trovata dai tecnici del ministero è il censimento nazionale di tutti gli autovelox, completato nei giorni scorsi e di cui sono appena stati pubblicati i risultati.
Le richieste del Mit ai Comuni
Il nuovo sistema messo a punto dal Mit richiede a Comuni, Province e forze di polizia di registrare ogni singolo autovelox e indicare le seguenti specifiche:
- Marca e modello dell’apparecchio
- Numero di matricola
- Ubicazione esatta
- Titolo autorizzativo
- Versione del software e del firmware
- Tipologia del dispositivo (fisso, mobile, a installazione permanente o temporanea)
- Eventuale presenza di box o strutture di protezione
