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«È il mix di energie a rendere competitivo il sistema», la sfida delle rinnovabili e il futuro: «È un mondo promettente, ma l’Europa non è abituata»

10 Dicembre 2025 - 12:25 Ugo Milano
rossi bechis eni nucleare
rossi bechis eni nucleare
Nicola Rossi, head of innovation di Enel, ha sottolineato all'evento di Open come il nucleare non sia in contrapposizione a solare o eolico, ma sia necessario per un sistema più sicuro e meno costoso

È un percorso che si deve portare avanti per gradi, passo dopo passo e senza strappi, quello per arrivare alle nuove generazioni di centrali nucleari. «Occorre approcciarsi a questo tema con pragmatismo, nell’ottica della “staffetta tecnologica”, valutando tutte le opzioni in campo e scegliendo quelle più mature, adatte e funzionali al nostro sistema energetico e industriale». Lo ha spiegato Nicola Rossihead of innovation di Enel, in un dialogo con Franco Bechis sul palco dell’evento La Scossa – Il mix di energie per mettere in sicurezza l’Italia e la sua bellezza, che si è tenuto mercoledì 10 dicembre all’Ara Pacis, a Roma. Enel, che gestisce in Spagna sei centrali nucleari e ha contribuito a realizzare una delle ultime centrali entrate in esercizio in Slovacchia, ricorda che questa tecnologia «non è un’alternativa alle fonti rinnovabili, ma è necessaria per un sistema energetico più sicuro e meno costoso».

I punti a favore di un sistema misto

Le fonti rinnovabili sono per loro natura intermittenti. L’esempio principale è quello del solare, che produrrà di più d’estate e nelle ore centrali e illuminate della giornata. Per questo sono fondamentali le cosiddette bess, i sistemi di accumulo chepermettono di stoccare l’energia e poi distribuirla. In un sistema così complesso, un mix equilibrato potrebbe prevedere anche una quota di energia nucleare. «Il contributo del nucleare alla decarbonizzazione e alla sicurezza energetica può essere una occasione per garantire adeguatezza, stabilità e indipendenza ad un sistema elettrico che deve crescere rapidamente nella capacità di produzione di energia rinnovabile, riducendo quindi le emissioni», ha detto ancora il manager.

Il nucleare di nuova generazione 

Dal palco di La scossa, evento finanziato da Next Generation EU, dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e da Unioncamere, realizzato con il sostegno di Edison e patrocinato dal comune di Roma, Nicola Rossi ha spiegato che il nucleare di nuova generazione prevede reattori modulari e di piccola taglia, i cosiddetti SMR (small modular reactor) e AMR (advanced modular reactor) che risultano più facili da realizzare, abbattendo tempi e costi e riducendo i rischi. Questa tecnologia abilita un nuovo modello di business, basato sull’economia di serie e non più, come accade tradizionalmente, a una economia di scala.

La strada tracciata per un possibile ritorno del nucleare in Italia porta verso impianti più piccole, i reattori modulari. La modularizzazione e la standardizzazione consentono, infatti, di spostare in fabbrica numerosi processi oggi svolti in cantiere, aumentando qualità e controllo di produzione e anche, ovviamente, il risparmio economico. Il futuro, almeno per l’Italia, potrebbero essere, quindi, le centrali più piccole: i reattori modulari. Non solo per l’impatto minore che avrebbero sulla percezione pubblica del rischio, ma anche per oggettivi vantaggi. Taglia più piccola significa produrre in serie abbattendo così i costi, ha spiegato l’head of innovation di Enel.

Il video completo del panel

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