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Roma, morto il detenuto Francesco Valeriano, massacrato di botte nel carcere di Rebibbia

12 Dicembre 2025 - 12:30 Alba Romano
rebibbia carcere sala colloqui
rebibbia carcere sala colloqui
Fu arrestato lo scorso 15 aprile per atti persecutori nei confronti dell’ex moglie. Gli agenti lo trovarono agonizzante dopo una brutale aggressione nella struttura romana ad agosto

Non ce l’ha fatta Francesco Valeriano, l’uomo di 45 anni pestato in carcere a Rebibbia. Lo rende noto l’Osapp. Valeriano era «originario di Fondi, detenuto che da mesi lottava tra la vita e la morte dopo una brutale aggressione da altri detenuti subita nel carcere di Rebibbia». Era stato «arrestato lo scorso 15 aprile per atti persecutori nei confronti dell’ex moglie, Valeriano viene inizialmente ristretto nel carcere di Cassino, per poi essere trasferito, dopo circa un mese e mezzo, nella casa circondariale di Rebibbia. Ad agosto, secondo quanto riportato da diverse testate, viene aggredito e massacrato di botte all’interno dell’istituto. Gli agenti lo trovano agonizzante, con gravissime lesioni cerebrali, e viene trasferito d’urgenza al Policlinico Umberto I di Roma, dove resta in coma, ridotto – come hanno scritto alcuni giornali – ‘in fin di vita’».

Garante: «Nel Lazio 3 detenuti morti nelle ultime ore»

«Questa notte una donna è morta nel carcere femminile di Rebibbia, mentre un uomo si levava la vita in quello di Viterbo. Ieri al Policlinico di Tor Vergata perdeva la vita un uomo a lungo in coma, terapia intensiva e finalmente in riabilitazione, a seguito di un’aggressione violenta da parte di altri detenuti, mentre un altro si toglieva la vita nel carcere di Lecce. Una lunga scia di morti che non risparmia neanche il personale penitenziario», ha commentato il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasia, alla notizia delle morti nelle ultime ore nelle carceri. «Confidiamo nelle parole di Papa Leone – prosegue Anastasia – che sappiano riprendere l’esortazione alla clemenza di Papa Francesco, ma la responsabilità politica del governo e del ministero della Giustizia non possono restare silenti o rinviare alle calende greche di un piano di edilizia penitenziaria che ci sarà quando ci sarà: intanto la gente muore e nelle carceri italiane non si vedono segni di speranza».

Tasso di affollamento pari al 149 per cento

In tutta Italia, ricorda il Garante, citando il monitoraggio di ‘Ristretti Orizzonti’, «i decessi nelle carceri italiane nel 2025 e fino a oggi sono stati complessivamente 223 e tra questi 76 i suicidi, comprendendo gli ultimi due avvenuti ieri a Lecce e oggi a Viterbo. Nel 2024, i decessi sono stati 246, di cui 91 suicidi». Nel Lazio «i decessi accertati nel corso del 2025 sono stati 19 e tra questi 8 suicidi comprendendo l’ultimo avvenuta a Viterbo del quale abbiamo avuto notizia questa mattina». Nella regione, i detenuti presenti, riporta Agi, sono attualmente 6.702 su 4.485 posti effettivamente disponibili, per un tasso di affollamento pari al 149%. A Viterbo i detenuti presenti sono 716 con un tasso di affollamento del 177% e a Rebibbia femminile sono 370 con un tasso di affollamento del 149%.