L’uomo del «water d’oro» è in Israele: così Tymur Mindich scappa dall’inchiesta sulla corruzione in Ucraina

Si rifugia in Israele, mimetizzato come uno tra i tanti, Kolomoisky, l’ex socio di Volodymyr Zelensky che avrebbe organizzato e messo in atto il maxi schema corruttivo nel settore energetico che un mese fa ha costretto il leader di Kiev a rimpasto. A scoprirlo alcuni giornalisti investigativi della Ukrainska Pravda, che avrebbero intercettato e fotografato per le strade di Tel Aviv il co-proprietario della casa di produzione Kvartal 95. Lì, nonostante i giudici ucraini abbiano spiccato un mandato d’arresto a suo carico, nessuno avrebbe intenzione di rispedirlo a Kiev.
Il water d’oro e il business (illecito) degli appartamenti
Se il nome di Tymur Mindich è ignoto ai più, non essendo tra gli esponenti politici di spicco che hanno pagato dazio per la rete di tangenti da 100 milioni di dollari, nell’immaginario si riconnette facilmente a una immagine. Si tratta di un water dorato che gli investigatori hanno trovato in uno dei suoi appartamenti di lusso e per cui, evidentemente, lui è riuscito a pagare con i proventi dello schema illegale. A cui si aggiungeva l’acquisto di 77 appartamenti di lusso a prezzo di dumping (-63%), poi rivenduti facendo un grasso margine. Proprio il 10 novembre, quando scattava l’operazione di arresti e perquisizioni, lui era riuscito a sgattaiolare fuori dal Paese salendo su una auto di lusso scomparendo nel nulla.
Il tentato assassinio a Tel Aviv: «Forse armi dall’ambasciata ucraina»
«Mindich conduce uno stile di vita di basso profilo e non è facile trovarlo, dal momento che non va da nessuna parte e non incontra nessuno», hanno raccontato i reporter ucraini che l’hanno fotografato a Tel Aviv. E date le accortezze, c’è il sospetto che «qualcuno delle forze dell’ordine lo aiuti». Secondo un altro indagato Igor Kolomoisky, anche lui ex socio di Zelensky e accusato di frode e tentato omicidio, nelle scorse settimane Mindich sarebbe stato anche il bersaglio di un tentato assassinio in Israele. A rimanere ferita era stata solo la sua governante e secondo lui le armi erano state consegnate ai killer «nell’ambasciata ucraina in Israele».
