Strage di Crans-Montana, la procura: «Rogo partito dalle candele sulle bottiglie». Aperta inchiesta per incendio e omicidio colposi

Potrebbe ancora aggravarsi il bilancio della strage di Capodanno nel bar di Crans-Montana, in Svizzera, in cui hanno perso la vita almeno 47 persone. Gli sforzi in queste ore si stanno concentrando soprattutto su due fronti: la ricerca dei dispersi e la cura dei feriti. Ancora nessun indagato da parte delle autorità svizzere, che stanno verificando le condizioni di sicurezza del locale Le Costellation. «Stiamo seguendo le famiglie italiane che sono lì in attesa di avere notizie», ha assicurato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in collegamento telefonico con Quarto Grado su Rete 4, sottolineando che «è difficilissimo identificare le vittime» e «ci vorranno settimane per comprendere di chi si tratta». Al momento, ha confermato Tajani, si contano 19 italiani coinvolti, di questi sei sono dispersi.
Come sta emergendo dalle testimonianze e dagli elenchi di feriti e dispersi, nel locale Le Costellation entravano anche minorenni. Oltre alle regole sulla sicurezza che sarebbero state violate dai due titolari del locale, marito e moglie originari della Corsica, l’accesso sarebbe stato concesso anche a ragazzini di 13 anni. È quanto ha raccontato un ragazzo di quell’età alla tv francese.
Foto copertina: ANSA/Giuseppe Lami | Il ministro degli Esteri Antonio Tajani incontra le autorità elvetiche
Per la Svizzera assistenza da 21 paesi europei
In risposta alla richiesta della Svizzera tramite il Meccanismo di protezione civile Ue su Crans-Montana ad ora 24 pazienti sono stati trasportati in ospedali in Belgio, Francia, Germania e Italia. Lo comunica la Commissione Ue. Francia, Italia, Lussemburgo, Romania e Svizzera hanno garantito la logistica del trasporto medico. I team di valutazione delle ustioni di Francia e Italia stanno supportando gli ospedali svizzeri nel Vallese e a Losanna, fornendo competenze altamente specializzate nella cura delle ustioni. Finora, 21 paesi hanno offerto assistenza: 18 per il trattamento, 9 per il trasporto e 6 per gli esperti.
Una volta identificate le vittime italiane un fascicolo sarà aperto anche a Roma
Una volta ultimate le procedure di identificazione delle vittime e dei dispersi italiani del rogo di Crans-Montana la Procura di Roma aprirà un fascicolo. Nell’incendio risultano ferite almeno 119 persone di cui 13 italiani e sei dispersi. La polizia e l’autorità giudiziaria elvetica dovranno effettuare i riconoscimenti dei cadaveri attraverso l’esame del Dna. Secondo quanto riporta La Presse i pm di Roma, competenti per i reati che coinvolgono cittadini italiani all’estero, riceveranno nei prossimi giorni una informativa dalla Farnesina e successivamente apriranno un’inchiesta, al momento senza indagati.
Il proprietario Jacques: «Tre controlli in 10 anni, è stato fatto tutto a norma»
Le Constellation, il locale a Crans-Montana teatro della tragedia di Capodanno, era stato ispezionato «tre volte in dieci anni» e «tutto è stato fatto secondo le norme». Lo ha garantito il proprietario Jacques Moretti contattato dalla Tribune de Geneve. Poche parole, prima di chiudere la conversazione con la giornalista. Jacques gestiva con la compagna Jessica Maric (Moretti) il locale. La sera della tragedia non era presente, mentre lei sì e si è ustionata al braccio.
Interrogati i due gestori francesi
«Tra gli interrogatori condotti figurano quelli dei due gestori francesi e dei sopravvissuti. Questi colloqui hanno permesso agli investigatori di compilare elenchi delle persone presenti quella sera, che faciliteranno l’identificazione», ha detto la procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud. «Hanno inoltre fornito informazioni sulla disposizione interna del locale, sui lavori di ristrutturazione effettuati e sulla capienza del bar. L’indagine successiva si concentrerà sul lavoro svolto all’interno del bar, sui materiali utilizzati, sui permessi di esercizio e sulle misure di sicurezza adottate. Tra queste rientrano gli estintori, le vie di fuga, il rispetto delle norme antincendio e le attrezzature antincendio». «Sono stati presi in considerazione il numero di persone presenti quella sera, il numero di persone che il bar è autorizzato ad accogliere, le attrezzature utilizzate, i locali, le vie di evacuazione e i punti di accesso», ha spiegato Pilloud.
Béatrice Pilloud: «Stiamo analizzando una lista delle persone presenti alla festa»
Le ipotesi di reato nell’inchiesta aperta oggi sulla strage di Crans-Montana sono incendio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose. Lo ha detto la procuratrice generale vallesana Beatrice Pilloud in conferenza stampa a Sion precisando che «tutte le piste sono aperte». L’inchiesta si concentrerà in particolare su lavori svolti nel locale, sulle misure di sicurezza, i materiali impiegati, le misure di sicurezza e antincendio, il numero di persone presenti, il numero di persone autorizzate e le vie di evacuazione e d’accesso
La procuratrice: «Fuoco partito dalle candele sulle bottiglie di champagne». Indagine per incendio, omicidio e lesioni
«Tutto lascia pensare che il fuoco sia partito da alcune candele che erano sopra le bottiglie di champagne» e che abbiano provocato un incendio «del soffitto di legno del locale». Lo ha confermato in conferenza stampa la procuratrice generale del canton Vallese, Beatrice Pilloud, aggiungendo che «nessuna ipotesi viene esclusa nell’indagine».
Pilloud ha spiegato che «l’incendio è divampato molto rapidamente» e che, per le indagini, «sono stati ottenuti e analizzati dei video, diverse persone sono state interrogate, sono state condotte perlustrazioni sul luogo della tragedia».
L’inchiesta è stata aperta per incendio doloso per negligenza, ha poi precisato, omicidio e lesioni. «Scopriremo se qualcuno abbia responsabilità penali per questo incidente. E se così fosse, e se queste persone fossero ancora in vita, verranno avviate tutte le indagini».
Direttore ospedale Sion: «Ustioni gravissime, ogni minuto decisivo»
«È stato qualcosa di completamente diverso da ciò a cui siamo abituati», ha raccontato all’Associated Press Eric Bonvin, direttore generale dell’ospedale regionale di Sion. L’età media dei feriti era intorno ai 20 anni. Secondo Bonvin, i pazienti più gravi dovranno affrontare mesi di cure intensive, ma la giovane età potrebbe favorire il recupero. Le ustioni hanno interessato non solo la pelle, ma anche le vie respiratorie, a causa dell’inalazione di fumo e aria surriscaldata, una condizione definita “catastrofica”.
Nelle prime fasi, valutare la gravità delle lesioni è stato complesso. «Le ustioni non sono sempre immediatamente visibili, le terminazioni nervose possono essere danneggiate e le persone sono sotto shock. In quei momenti ogni minuto è decisivo», ha spiegato Bonvin.
Nonostante le festività, l’ospedale era preparato all’afflusso turistico di fine anno, periodo in cui la popolazione della regione del Vallese raddoppia. Molti operatori sanitari, anche se fuori servizio o in vacanza, si sono presentati spontaneamente per aiutare. La struttura, priva di un reparto specializzato per grandi ustionati, ha rapidamente raggiunto la piena capacità, accogliendo circa 80 feriti gravi in tre ore. Tutte le sale operatorie sono state attivate e numerosi pazienti sono poi stati trasferiti in altri ospedali.
«Vedere arrivare così tanti giovani è sempre traumatico. Era un luogo molto frequentato per festeggiare il Capodanno», ha aggiunto Bonvin. Il percorso di guarigione sarà lungo e complesso, ma «non privo di speranza: sono giovani e hanno ancora molta forza vitale».
Il presidente del cantone vallese: «80 feriti in gravi condizioni»
Sono in condizioni gravi ottanta delle 112 persone rimaste ferite a causa dell’incendio, ha dichiarato il presidente del Canton Vallese Mathias Reynard al quotidiano regionale Walliser Bote.
Autorità svizzere: «Una cinquantina di feriti in ospedali altri Paesi»
«Una cinquantina di feriti saranno trasferiti nei centri per grandi ustionati di altri Paesi europei». Lo ha reso noto Mathias Reynard, presidente del Consiglio di Stato del Vallese, in conferenza stampa a Sion sulla tragedia a Crans-Montana. «Il ministro italiano Tajani è venuto a Crans-Montana per un momento di solidarietà e per incontrare le famiglie della comunità italiana toccate dal dramma. Abbiamo accettato la proposta di trasferimento di feriti nel nord Italia», ha aggiunto Reynard, sottolineando «la solidarietà essenziale per questo dramma che tocca il Canton Vallese». Una simile proposta è stata avanzata dalla Francia, ha proseguito aggiungendo che «i trasferimenti verso gli ospedali francesi sono già cominciati».
Giorgia Meloni: «Cordoglio di tutto il governo»
«Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rinnova il suo più profondo cordoglio personale e quello del Governo tutto per la tragedia occorsa in Svizzera e continua a tenersi in costante contatto con il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, presente sul luogo dell’incidente, con il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, e con i soccorritori italiani». Lo fa sapere Palazzo Chigi in una nota, in cui si aggiunge: «Dopo i primi soccorsi, prestati con elicotteri della Protezione civile dalla Regione Valle d’Aosta e personale sanitario e tecnico del soccorso alpino valdostano, è stata attivata la Centrale Remota Operazioni di Soccorso Sanitario (CROSS) per il trasferimento in Italia dei feriti (non solo italiani). Ai primi tre pazienti giunti all’Ospedale Niguarda di Milano si è aggiunto un paziente trasferito questa mattina; altri tre trasferimenti avverranno in data odierna e si proseguirà nei prossimi giorni secondo un calendario condiviso con le autorità sanitarie elvetiche». A proposito degli sforzi delle autorità italiane, la nota di Palazzo Chigi precisa che «già da questa notte sono stati inviati in Svizzera i team: di valutazione e coordinamento generale del DPC; di supporto tecnico dalla Regione Piemonte; di sanitari esperti nella gestione dei pazienti grandi ustionati della Regione Lombardia, al fine di valutare le condizioni sanitarie e di trasportabilità; di psicologi dedicati al supporto dei familiari dei feriti». Questa mattina, inoltre, è stato decretato lo stato di mobilitazione del Servizio nazionale della protezione civile.
Tajani: «Tre feriti non identificati, speriamo che siano italiani»
«Sappiamo che ci sono tre feriti non ancora identificati, ci auguriamo che ci possano essere degli italiani». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando ai giornalisti a Crans-Montana. Il titolare della Farnesina ha ricordato che sono sei i connazionali ancora dispersi.
Tajani: «Inchiesta in corso, decine di interrogati»
«L’inchiesta è in corso. Ci sono state già decine di interrogatori con l’obiettivo di accertare la responsabilità» dell’incendio. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando ai giornalisti sul posto. Il titolare della Farnesina ha definito «molto positiva» la collaborazione con le autorità elvetiche e ha aggiunto: «L’uso di fuochi d’artificio nel locale, per quanto piccoli, non mi sembra una scelta responsabile».
Bertolaso: «Sei italiani feriti gravi restano in Svizzera per ora»
«Gli altri sei feriti» italiani della strage di Crans-Montana «si trovano fra l’ospedale di Berna e l’ospedale soprattutto di Zurigo ma non sono trasportabili per le gravi ustioni, li stiamo seguendo». Lo ha spiegato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, in un punto stampa all’ospedale Niguarda, dove stanno arrivando i giovani feriti italiani della strage di Crans-Montana, al centro Ustioni. «Se nei prossimi giorni saranno trasportabili li porteremo qui il prima possibile – ha aggiunto -. Non siamo noi a decidere chi può essere trasportato, quando il medico curante svizzero ci dà l’autorizzazione al trasporto noi li prenderemo in carica».
Le autorità svizzere: «Nessuna conferma finora sull'identità delle vittime»
Le autorità svizzere non sono al momento in grado di confermare alcun decesso di persone coinvolte nel rogo del Constellation, a Crans-Montana. Secondo quando si è appreso, le procedure di identificazione condotte dalla polizia cantonale del Vallese, seguendo il protocollo internazionale del Disaster victim identification (Dvi), devono infatti ancora essere concluse.
Diverse bare con le spoglie delle vittime dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana in Svizzera stanno arrivando alla camera mortuaria di Sion. Poco dopo le 11, una prima bara è arrivata in questo centro a circa 30 km dalla località sciistica teatro della strage, ha constatato l’Afp.
La madre di un disperso: «Viviamo un incubo: hotline satura, servono informazioni»
«Viviamo un incubo senza nome». Lo ha detto Laetitia, mamma di un ragazzo francese disperso a Crans-Montana di cui non ha notizie dall’1.28 di giovedì notte, a Rtl France. Come molti altri genitori la donna tenta di chiamare la help line istituita dalle autorità svizzere, ma “la linea è satura, non abbiamo altre informazioni”, ha aggiunto Laetitia parlando a Bfmtv.
«Dobbiamo sapere dov’è nostro figlio», ha detto la donna. «Oggi non so in quale ospedale sia mio figlio. Se mio figlio è all’obitorio, non so in quale obitorio sia. Non si possono lasciare più di 40 genitori così, senza notizie. Devono darci più informazioni, devono informarci. E non ogni 3 o 4 ore».
Media francesi: «Nel Costellation entravano anche tredicenni»
Le Constellation, il locale della strage di Capodanno a Crans Montana, accettava l’ingresso dei sedicenni ma spesso sarebbe stato frequentato anche da ragazzi più piccoli. A raccontarlo un tredicenne all’emittente Bfm Tv, che rivela essere un cliente assiduo del bar. «La gran parte delle discoteche accetta solo maggiorenni e Le Constellation era l’unico locale in cui si poteva andare a 16 anni, anche se in realtà – racconta il ragazzo – di solito non c’erano solo sedicenni ma anche ragazzini più giovani che dicevano “tanto non controllano”. Per questo – conclude – la mia paura è che nel bilancio finale delle vittime ci saranno molti minorenni».
«Molti feriti da identificare, il bilancio delle vittime potrebbe peggiorare»
«Ci sono ancora molti feriti da identificare e delle oltre cento persone ricoverate in ospedale, molte non sono ancora state identificate. Ci vorrà probabilmente ancora un giorno intero per poterlo fare». Lo ha spiegato il capo del dipartimento della sicurezza del Canton Vallese, Stéphane Ganzer. Il responsabile ha parlato di un «bilancio terribile» che potrebbe peggiorare. «Si tratta di un bilancio in evoluzione, poiché sappiamo che le persone ferite, quando hanno circa il 15% della superficie corporea ustionata di terzo grado, corrono il rischio di morire nelle ore e nei giorni successivi, poiché la sepsi può diffondersi in tutto l’organismo».
Creato un account social per gli aggiornamenti sugli scomparsi
Le autorità svizzere hanno creato una helpline (il numero è 0848112117) dove è possibile ottenere informazioni su quanto accaduto a Crans-Montana. Diversi media locali segnalano, inoltre, la creazione di un gruppo WhatsApp e un profilo Instagram “Crans-Montana avis de recherche”, il cui unico scopo è «raccogliere avvisi di scomparsa per coloro di cui non si hanno più notizie dal tragico Capodanno a Crans-Montana. Non condivideremo più informazioni su coloro che sono stati ritrovati: non abbiamo modo di verificare le informazioni che riceviamo. Vi preghiamo di pubblicare qualsiasi informazione pertinente sotto gli avvisi di scomparsa. Condividiamo il dolore di tutti coloro che non hanno ancora avuto notizie dei loro cari”.
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Morto il campione di golf genovese Emanuele Galeppini
La Federazione italiana Golf ha annunciato sui social la morte di Emanuele Galeppini, il ragazzo di 17 anni che si trovava nel locale di Crans Montana e risultava tra i dispersi. La Federazione, si legge sui social, «piange la scomparsa di Emanuele Galeppini, giovane atleta che portava con sé passione e valori autentici. In questo momento di grande dolore, il nostro pensiero va alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Emanuele, rimarrai per sempre nei nostri cuori».
La Farnesina: 19 italiani coinvolti, 6 dispersi
La Farnesina ha fornito un aggiornamento sul bilancio della strage di Crans-Montana in Svizzera. Sono 19 complessivamente gli italiani coinvolti. Di questi, 3 sono ricoverati al Niguarda di Milano, 10 ospedalizzati (di due non c’è certezza sulle condizioni e l’ospedale, che dovrà venire da parte svizzera), i restanti 6 risultano ancora dispersi.
Ancora nessun indagato nell'inchiesta
Al momento, non ci sono indagati nell’inchiesta degli inquirenti svizzeri sulla tragedia di Capodanno a Crans-Montana. Ma intanto, alcuni video registrati la notte di Capodanno sembrano suggerire la dinamica dell’incendio. La scintilla sarebbe partita dalle candele sulle bottiglie usate per il brindisi, che sarebbero entrate in contatto con il soffitto, evidentemente non ignifugo. Video e testimonianze mostrano che questo tipo di spettacolo era abituale nel locale.
«80-100 feriti sono in condizioni critiche»
Tra i 115 feriti nell’incendio di Crans-Montana, in Svizzera, «80-100 persone sono in condizioni critiche». Lo ha detto il capo del dipartimento della sicurezza del Canton Vallese, Stéphane Ganzer, alla radio francese Rtl, lasciando intendere che il bilancio potrebbe ancora aggravarsi. «Delle centinaia di persone ricoverate negli ospedali – ha aggiunto – molte non sono state ancora identificate».
Insegnante data per dispersa è tornata a casa
Il suo nome era finito per errore nella lista dei dispersi nella tragedia di Crans-Montana, ma sta bene e già ieri è arrivata a casa. Lisa Pieropan, insegnante 27enne di San Giorgio Bigarello (Mantova), si trovava nella località svizzera per festeggiare l’anno nuovo, ma distante dal luogo del disastro. Ieri mattina la madre non era riuscita a mettersi in contatto con lei e si era rivolta alla Farnesina per chiedere notizie. Così, il nome della donna è finito nell’elenco dei dispersi. Nel tardo pomeriggio, l’insegnante si è messa in contatto con i familiari, rassicurandoli sulle sue condizioni. La madre ha quindi avvertito gli organi di stampa per chiarire l’equivoco.
