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La Fiorentina prende l’israeliano Solomon, ma è polemica. Madau (Si): «Sostiene Netanyahu, qui non è il benvenuto»

02 Gennaio 2026 - 23:50 Ugo Milano
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Alle critiche sul calciatore hanno replicato FdI, Iv e il console di Israele Marco Carrai

«Non sei il benvenuto a Firenze». Questo il commento di Jacopo Madau, segretario provinciale di Sinistra Italiana a Firenze e assessore alla cultura, al lavoro e alle politiche giovanili del Comune di Sesto Fiorentino. In un post sui social critica alla Fiorentina del calciatore israeliano Manor Solomon, atterrato in città per la firma al contratto e le visite di rito. «È stato appena ufficializzato l’arrivo del calciatore israeliano Solomon alla Fiorentina – afferma Madau – Ultimi o non ultimi, chi non ha mai nascosto il proprio sostegno alle politiche genocidarie di Netanyahu non è il benvenuto a Firenze e può rappresentare la nostra città e la Fiorentina». E in rete, riporta Repubblica, sono diversi i Pro Pal che non apprezzano il nuovo calciatore. Posizioni a cui hanno replicato FdI, Iv e il console di Israele Marco Carrai.

La difesa a Solomon

Fratelli d’Italia ha difeso il giocatore: «Essere cittadino israeliano non è una colpa. L’assessore Jacopo Madau, che ha espresso critiche territoriali, sul calciatore acquistato dalla Fiorentina Manor Salomon pensi ai problemi di Sesto Fiorentino – dicono il consigliere di FdI Alessandro Draghi e il capogruppo di FdI a Sesto Fiorentino Stefano Mengato. Sull’aeroporto possiamo pensarla diversamente ma non litighiamo sulla Fiorentina dove, in questo momento, serve solo unità per salvarsi. Che colpa potrà mai avere un ragazzo di 26 anni sul genocidio a Gaza? La guerra divide, lo sport, invece, unisce. E questo lo dovrebbe sapere anche l’assessore alla cultura di Sesto Fiorentino». Italia Viva-Casa Riformista, con il consigliere regionale della Toscana, Francesco Casini, definisce le parole di Madau «affermazioni gravi, incompatibili con il ruolo istituzionale che ricopre». Così come anche Marco Carrai, console onorario d’Israele per Toscana, Emilia Romagna e Lombardia: «Per fortuna Firenze, città di pace e di accoglienza, ha valori universali più grandi di queste disgustose parole». E conclude: «Chi parla di pace e dichiara non gradite le persone, è al pari, in linea di pensiero, di coloro che spingevano nei forni crematori gli ebrei ritenendosi innocenti e con la coscienza pulita solo perché avevano ricevuto l’ordine di farlo. Mi auguro che tutti, nessuno escluso, prendano le distanze da queste inumane parole, foriere di odio».

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