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Con l’intelligenza artificiale addio a 200mila posti di lavoro nelle banche. Lo tsunami in pochi anni: quali ruoli rischiano di più

03 Gennaio 2026 - 20:28 Bruno Gaetani
banche rischio licenziamenti intelligenza artificiale
banche rischio licenziamenti intelligenza artificiale
Una ricerca di Morgan Stanley stima un taglio del 10% della forza lavoro nel settore del credito in tutta Europa. Lo scenario che spaventa i bancari e chi sta per entrare nel settore

Più di 200mila lavoratori delle banche europee rischiano di perdere il lavoro nei prossimi cinque anni per via della progressiva diffusione dell’intelligenza artificiale e per la chiusura delle filiali fisiche. La stima è contenuta in una ricerca di Morgan Stanley, di cui dà conto il Financial Times e che prospetta un possibile taglio del 10% della forza lavoro nel settore del credito entro il 2030.

Quali sono i ruoli più a rischio

Secondo l’analisi, che prende in considerazione 35 istituti di credito, è molto probabile che i tagli provengano dalle divisioni “servizi centrali” delle banche, che includono ruoli di back e middle office. Ma a essere coinvolti potrebbero essere anche i lavoratori che si occupano di risk management e compliance.

La spinta verso la digitalizzazione

La previsione di Morgan Stanley arriva in un momento storico in cui le banche si stanno affidando progressivamente sempre di più all’intelligenza artificiale per risparmiare sui costi operativi. Al contempo, la spinta verso le operazioni online ha portato diversi istituti di credito a chiudere molte filiali fisiche. «Molte banche hanno indicato guadagni di efficienza derivanti dall’intelligenza artificiale e da un’ulteriore digitalizzazione pari al 30%», afferma Morgan Stanley.

Il timore per un’ondata di licenziamenti

Secondo gli analisti, l’IA offre alle banche europee, sotto pressione da parte degli investitori per aumentare la loro efficienza e i loro ritorni, storicamente inferiori a quelli delle banche americane, l’opportunità di migliorare il rapporto tra costi e ricavi. Un cambio di paradigma che, tuttavia, potrebbe tradursi in un’ondata di licenziamenti in tutto il settore.

Foto copertina: EPA/Justin Lane

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