«Meloni mi ha chiamata con la voce rotta dal pianto». Parla la madre di Giovanni Tamburi, morto nel rogo di Crans-Montana: «Un’umanità incredibile»

«Ringrazio tantissimo Giorgia Meloni, mi è stata vicina personalmente, dandomi tutto il suo appoggio come se fossi stata sua sorella. Da mamma a mamma, da cuore a cuore». Così, intervenendo telefonicamente alla trasmissione televisiva di Mediaset, Zona bianca, Carla Masiello, la mamma di Giovanni Tamburi, il 16enne bolognese vittima della strage di Crans-Montana, in Svizzera. «Voglio ringraziare per la grande umanità anche il cardinale Zuppi, l’onorevole Lucia Borgonzoni e – ha ribadito – la nostra presidente del Consiglio: ha avuto un’umanità incredibile. Mi ha chiamata personalmente, aveva la voce rotta dal pianto. Si sentiva la sua sofferenza come mamma. Mi ha veramente commossa e mi è stata vicina come non mai».
«Probabilmente è tornato indietro per aiutare qualcuno»
Parlando di quanto accaduto nella notte di Capodanno, e riferendosi in particolare ai commenti che compaiono in rete e sui social in queste ore «chiedo rispetto ai leoni da tastiera, perché questi ragazzi probabilmente non si sono resi conto neanche delle fiamme, anche perché se un ragazzino di 14, 15, 16 anni sente che la musica continua a andare, vede che nessuno si muove, può pensare anche che possa essere un gioco pirotecnico: sono dei ragazzini, non degli adulti. Probabilmente nemmeno un adulto se ne sarebbe accorto». Quanto al ricordo del figlio, la madre ha raccontato che «era sempre allegro, sorridente, era per la giustizia. Era un angelo sulla terra, questo lo lo dicono tutti. Probabilmente lui è tornato indietro per aiutare qualcuno, perché era già all’inizio delle scale, ma non è tornato indietro per una stupida giacca, conoscendolo lui è tornato in giro per aiutare, ed è morto così, un martire».
Il papa del 16enne: «Sono morto con lui»
Oggi la salma di Giovanni è rientrata in Italia insieme a quella di altre vittime italiane. All’arrivo del feretro del giovane al cimitero di Borgo Panigale, il padre Giuseppe Tamburi, lo ha ricordato dicendo che «siamo veramente di fronte a qualcosa di incredibile. Mi hanno tolto qualcosa e forse sono morto con lui: ripartirò nella vita con un vuoto enorme».
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Il ricordo della scuola, il lutto cittadino e i funerali
Anche la scuola del 16enne, il liceo scientifico Righi di Bologna, piange con tutta la città la tragedia che ha toccato questa famiglia e si prepara non solo a riaccogliere, con supporto psicologico, i compagni di Giovanni, ma anche a ricordarlo con un momento simbolico. Mercoledì, per i funerali, a Bologna è stato infatti proclamato il lutto cittadino e si osserverà un minuto di silenzio.
Sarà dedicata a lui, e agli altri giovani rimasti uccisi, anche una tappa della fiamma olimpica che in questi giorni attraversa l’Emilia-Romagna. Lo faranno domani a Bologna i tedofori di Radio Immaginaria, l’emittente degli adolescenti dai 10 ai 17 anni. «I ragazzi coinvolti avevano tutti la nostra età – hanno spiegato – In quello stesso momento, in altri locali simili a quello svizzero, stavamo facendo tutti la stessa cosa: divertirci insieme ai nostri amici. Al loro posto potevamo esserci noi».
