Ultime notizie Donald TrumpNicolàs MaduroSvizzeraUcrainaVenezuela
ESTERIDonald TrumpGroenlandiaMarco RubioUSA

Donald Trump vuole comprare la Groenlandia: «Ma l’opzione militare è sul tavolo»

07 Gennaio 2026 - 05:04 Alessandro D’Amato
donald trump comprare groenlandia
donald trump comprare groenlandia
Il piano dell'amministrazione non prevede l'annessione. Ma il presidente è pronto a usare l'esercito. Lo scambio tra sicurezza e autonomia e i precedenti. E l'ipotesi dell'entrata nell'Unione Europea per fermarlo

Non un’invasione ma un acquisto. Anche se l’opzione militare è sul tavolo. A parlare delle intenzioni del presidente Donald Trump sulla Groenlandia è stato il segretario di Stato Marco Rubio in un briefing di alti funzionari dell’amministrazione alla leadership del Congresso sull’operazione per catturare il presidente venezuelano Nicolás Maduro e sui piani dell’amministrazione per il futuro del paese. Anche se nel frattempo la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt dice che l’uso dell’esercito «rimane un’opzione sul tavolo». E quindi gli Stati Uniti muoveranno guerra a un paese Nato come la Danimarca? Oppure compreranno la Groenlandia anche se Copenaghen non vuole venderla?

Comprare la Groenlandia

L’idea dell’acquisto è sul tavolo dal 2019. Ovvero dalla prima volta che Trump disse in pubblico che voleva comprare la Groenlandia. Era l’epoca del suo primo mandato. E c’è un piano, dice l’Economist. Secondo il quale Washington offrirebbe a Nuuk un CofaCompact of Free Association (Trattato di Libera Associazione), un’intesa che gli Stati Uniti hanno già in vigore con alcuni piccoli paesi del Pacifico. Cos’è il Cofa? Si tratta di un accordo internazionale con un paese sovrano. Washington garantisce piena autonomia negli affari interni e lo riconosce come indipendente. Assumendosi gli oneri per la difesa.

Sicurezza in cambio di autonomia

In cambio installa nel paese basi militari. Oggi accordi simili sono in vigore con Micronesia, Isole Marshall e Palau, ex territori sotto amministrazione fiduciaria americana dopo la Seconda Guerra Mondiale; risalgono alla seconda metà degli anni Ottanta. Ma oggi firmare quell’accordo sarebbe giuridicamente impossibile, dice La Stampa: «La Groenlandia non è uno Stato sovrano, ma parte del Regno di Danimarca», spiega al quotidiano l’esperta di governance internazionale Ekaterina Antsygina, Universität Hamburg.

L’acquisto della Groenlandia

E quindi, aggiunge Antsygina, «lo status della Groenlandia all’interno del Regno di Danimarca è saldamente radicato nel diritto internazionale. La sovranità della Danimarca sull’isola è stata costantemente sostenuta attraverso una pacifica e continua dimostrazione di autorità, l’acquiescenza da parte di altri Stati e il riconoscimento nei consessi internazionali. Le dichiarazioni del Presidente Trump, pur essendo provocatorie, trascurano i solidi fondamenti giuridici della sovranità della Danimarca sulla Groenlandia». L’isola ha già l’autonomia ai sensi della Legge danese sull’Autogoverno del 2009. «Il suo diritto all’autodeterminazione garantisce che qualsiasi passo verso l’indipendenza sarà una decisione democratica del popolo groenlandese», conclude.

Colonia della Danimarca

È anche giuridicamente scorretto, oltre che politicamente fuorviante, sostenere che la Groenlandia sia una colonia della Danimarca. Perché ha ottenuto «l’Home Rule nel 1979, il Self-Government nel 2009, con il riconoscimento esplicito del diritto all’autodeterminazione e alla scelta di un’eventuale indipendenza futura». C’è da dire però che il diritto internazionale in sé non vieta l’acquisto di territori. «Storicamente vi sono stati cessioni di territorio dietro pagamento (la Louisiana dalla Francia agli Usa nel 1803, l’Alaska dalla Russia nel 1867). Tuttavia, oggi una simile transazione richiederebbe il consenso di tutte le parti coinvolte. Nel caso groenlandese, questo significa l’accordo sia della Danimarca che della Groenlandia stessa – condizione che chiaramente non sussiste», dice Geraldine Giraudeau, professoressa di diritto internazionale all’Università di Perpignan. Ma dovrebbe esserci il consenso delle parti coinvolte.

Perché Trump vuole la Groenlandia

La “voglia di Groenlandia” di Trump si basa sul fatto che la sua posizione geografica la colloca sul Giuk Gap, il corridoio con Islanda e Regno Unito. Che è fondamentale per monitorare i sottomarini russi e cinesi. «Il Presidente Trump ha reso noto che l’acquisizione della Groenlandia è una priorità per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ed è fondamentale per scoraggiare i nostri avversari nella regione artica», ha dichiarato Leavitt in una dichiarazione ottenuta da Rachel Scott di ABC News. «Il Presidente e il suo team stanno discutendo una serie di opzioni per perseguire questo importante obiettivo di politica estera e, naturalmente, l’impiego dell’esercito statunitense è sempre un’opzione a disposizione del Comandante in Capo», ha spiegato Leavitt.

L’opzione dell’ingresso della Ue

Ma c’è un’altra opzione sul tavolo europeo per fermare Trump. Che si è messo il limite di una ventina di giorni per chiudere il problema. «Potremmo vedere, per esempio, una grande nave americana a Nuuk e soldati Usa in giro. Uffici economici statunitensi aperti per i groenlandesi. Ci sono molti modi diversi di “prendere” la Groenlandia. Non deve essere drammatico come in Venezuela: può essere molto più silenzioso. E non credo che ci sarà resistenza da parte della Danimarca, della Nato o di chiunque altro. Non abbiamo il potere per farlo», dice Marlene Wind, politologa, che insegna Scienze politiche all’Università di Copenaghen.

La reazione Ue

Gli Usa potrebbero offrire supporto economico, infrastrutture, aiuti a cittadini e famiglie. Potrebbe impedirlo «l’ingresso della Groenlandia nell’Unione europea, da cui è uscita nel 1985: se fosse parte dell’Ue sarebbe molto più difficile per gli Stati Uniti tentare un’annessione. Però il dibattito non è davvero iniziato. Forse è troppo tardi: avrebbe dovuto iniziare nel 2019, quando Trump ne parlò per la prima volta». Ma, avverte l’esperta, «dopo la pubblicazione della Strategia Usa sulla sicurezza, è chiaro che si tratta di accesso al territorio della Groenlandia, inteso come minerali e come espansione territoriale americana». Ma a oggi la reazione Ue è piuttosto «un ottimo esempio della debolezza dell’Ue e dei suoi leader. Hanno paura di irritare l’amministrazione Usa. Faticano a trovare una posizione chiara e a dimostrare solidarietà a Danimarca e Groenlandia. I Paesi nordici hanno sostenuto la Danimarca già lunedì. Ma non gli altri ed è piuttosto drammatico».