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Famiglia nel bosco, le educatrici contro mamma Catherine: «Diffidente e infastidita, non vuole farci insegnare ai figli»

07 Gennaio 2026 - 16:20 Ugo Milano
bambini nel bosco famiglia nathan trevallion catherine birmingham
bambini nel bosco famiglia nathan trevallion catherine birmingham
È ciò che si legge nell’ultima relazione inviata al tribunale per i minorenni dell’Aquila: «La mamma non ha cura degli ambienti in cui vive»

Catherine Birmingham, la mamma della cosiddetta “famiglia nel bosco” è «diffidente» e «infastidita» e «non vuole che ai figli venga insegnato nulla». È ciò che si legge nell’ultima relazione inviata al tribunale per i minorenni dell’Aquila, ripresa dal giornale Il Centro. A sottolinearlo, nel documento arrivato ai giudici prima di Natale, sono stati l’assistente sociale e gli operatori della casa famiglia di Vasto in cui, dallo scorso 20 novembre, vivono i tre bambini di Palmoli.

«Non ha cura degli ambienti in cui vive»

In sostanza, Catherine viene presentata come contraria alle indicazioni date dalle stesse educatrici e «non ha cura degli ambienti in cui ora vive». Un elemento, quest’ultimo, che assume particolare importanza, poiché richiama uno dei nodi centrali dell’intervento iniziale che hanno portato all’allontanamento dei bambini, relativo alle condizioni igienico-sanitarie dell’abitazione nel bosco. Ma non solo, la madre – che risiede nello stesso complesso dei figli, ma su un piano diverso, e può incontrarli solo durante i pasti – continua inoltre «a sostenere la sua linea educativa radicale», secondo cui ai figli «non dovrebbe essere imposto l’apprendimento standardizzato».

La versione della difesa della famiglia nel bosco 

La versione di educatori e operatori della comunità viene però contestata dalla difesa della famiglia secondo cui la donna australiana è disponibile a iniziare un percorso di collaborazione. Una volontà che è stata confermata anche dai consulenti tecnici di parte, lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello, che descrivono lo stato di Catherine come quello di una madre fortemente provata dal carico emotivo, più che intenzionalmente oppositiva alle regole. 

L’apertura alle vaccinazioni

I legali della coppia hanno sottolineato la disponibilità a collaborare con educatori e operatori da parte dei genitori, manifestata attraverso l’apertura alle vaccinazioni e all’ingresso di un’insegnante per l’istruzione domiciliare. Elementi che, al momento, non hanno però portato a un cambiamento delle decisioni dei giudici, in attesa dell’esito della perizia, che inizierà il 23 gennaio. Per quanto riguarda i bambini, che secondo lo psichiatra Cantelmi «si autocolpevolizzano» per la separazione dai genitori, la relazione segnala una buona capacità di adattamento alla vita in comunità. 

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