Il Venezuela apre le carceri, libero l’imprenditore Luigi Gasperin. Attesa e speranza per Alberto Trentini e gli altri detenuti italiani

Il presidente dell’Assemblea nazionale del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha annunciato oggi la liberazione di «un numero importante di detenuti venezuelani e stranieri». La decisione, ha spiegato, è stata presa in modo «unilaterale» dal governo di Caracas, gestito dall’amministrazione Trump, con l’obiettivo di «favorire e raggiungere la pace». Tra le persone già liberate c’è certamente un cittadino italiano, l’imprenditore di 77 anni Luigi Gasperin, arrestato il 7 agosto 2025 a Maturin (stato Monagas). Si spera ora nel rilascio anche degli altri connazionali detenuti nelle carceri venezuelane: Alberto Trentini, Mario Burlò e Biagio Pilieri.
Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, sul destino di questi ultimi sarebbero state fornite rassicurazioni circa l’imminente liberazione, mentre quello di Trentini resta ancora incerto. Il cooperante veneziano è detenuto in Venezuela da 421 giorni senza che siano mai state formalizzate accuse nei suoi confronti. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani – fa sapere la Farnesina – è in costante contatto con l’ambasciatore e la rete consolare in Venezuela, oltre che con Chiesa e società civile, per accelerare la liberazione dei cittadini italiani e verificare i primi rilasci. Il Governo sta esercitando pressioni per risolvere tutti i casi di italiani detenuti, compreso quello di Trentini, attivando iniziative per una soluzione favorevole per ciascuno.
I dettagli e il numero delle persone scarcerate
Secondo El Paìs sarebbero già stati rilasciati quattro cittadini spagnoli: Andrés Martínez Adasme, José María Basoa, Miguel Moreno e Ernesto Gorbe. Nel suo intervento, Rodríguez – fratello della leader ad interim Delcy Rodriguez – ha ringraziato l’ex premier spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e il governo del Qatar per il ruolo di mediazione che, secondo Caracas, ha contribuito a rendere possibile la decisione. Le autorità venezuelane, tra dicembre e l’inizio di gennaio, avevano già rilasciato circa 200 persone arrestate durante le proteste per la rielezione di Nicolás Maduro, ma in questo caso si tratta del primo rilascio di prigionieri politici deciso dal nuovo governo dal blitz americano contro il leader del regime.
L’arresto senza accuse e la detenzione di Trentini
Trentini si trovava in Venezuela per la ong internazionale Humanity & Inclusion, impegnata nel supporto alle persone con disabilità. Al momento dell’arresto, il cooperante stava viaggiando per motivi di lavoro da Caracas a Guasdualito, nel nord-ovest del Paese. La madre, Armanda Colusso, aveva ricevuto gli ultimi messaggi del figlio mentre lui si trovava ancora all’aeroporto della capitale venezuelana. Poi il silenzio. La famiglia è stata informata dell’arresto la sera del 15 novembre 2024, ma da quel momento – nonostante gli appelli dei familiari e il pressing delle istituzioni italiane – sono trapelate pochissime informazioni sulle sue condizioni di detenzione.
Secondo l’ultimo dossier dell’Ong Foro Penal, in Venezuela si contano 863 detenuti per ragioni politiche, di cui 86 cittadini stranieri o con doppia cittadinanza. Oltre al caso di Trentini, sarebbero coinvolti altri 27 italiani – alcuni dei quali con doppio passaporto – arrestati per motivi legati all’impegno politico, all’attività lavorativa o alla manifestazione di opinioni ritenute sgradite dal regime. Solo ieri, i genitori del cooperante veneto hanno raccontato di attraversare «giorni di angoscia e di speranza».
