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«Alessandro Ambrosio ucciso in tre secondi». L’inseguimento con la birra in mano, poi la coltellata: cosa sappiamo sull’omicidio del capotreno

09 Gennaio 2026 - 22:29 Alba Romano
Ambrosio capotreno e Marin
Ambrosio capotreno e Marin
Il gip del tribunale di Brescia ha convalidato il fermo di Marin Jelenic. Per la giudice il suo coinvolgimento è l'unica conclusione logica che spieghi il quadro indiziario

Un omicidio commesso in pochi istanti, circa tre secondi: tanto sarebbe trascorso tra l’uscita e il rientro dell’indagato – individuato nel croato Marin Jelenic – nel campo visivo della telecamera che lo ha ripreso nella stradina tra il piazzale Ovest e il parcheggio della stazione di Bologna. In quel lasso di tempo, secondo gli inquirenti, Jelenic avrebbe seguito e poi accoltellato a morte il capotreno Alessandro Ambrosio. La ricostruzione, frutto delle indagini della squadra mobile di Bologna e della Procura, è stata evidenziata dalla gip di Brescia Valeria Rey, che ha disposto la custodia cautelare in carcere per il croato. Le immagini non mostrano direttamente l’accoltellamento, avvenuto in un’area non coperta dalle telecamere, ma indicano che l’unica persona presente accanto alla vittima al momento dell’aggressione era proprio Jelenic.

I video delle telecamere di sorveglianza

Il cittadino croato è stato ripreso mentre seguiva il capotreno, bevendo una birra in lattina e accelerando a tratti il passo. Successivamente le immagini lo mostrano mentre torna indietro velocemente, voltandosi più volte. La vittima è stata colpita con un solo fendente alla schiena, un elemento che rende poco plausibile l’ipotesi di un aggressore proveniente dal senso opposto. Secondo la giudice, il coinvolgimento di Jelenic rappresenta l’unica spiegazione logica dell’insieme degli indizi.

A rafforzare il quadro accusatorio c’è anche il ritrovamento della possibile arma del delitto: un coltello della stessa marca dei due sequestrati all’indagato al momento del fermo e presumibilmente sporco di sangue. Saranno inoltre analizzati il sangue presente su una sua scarpa – rilevato quando è stato bloccato a Desenzano del Garda – e l’eventuale corrispondenza delle suole con le impronte individuate su una macchia nei pressi del luogo dell’omicidio. Al momento dell’arresto, infine, l’uomo indossava gli stessi abiti del soggetto ripreso dalle telecamere.

Jelenic resta in carcere

Il gip del tribunale di Brescia ha convalidato il fermo di Jelenic. Nella mattinata di oggi, venerdì 9 gennaio, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di convalida. «Si riserva di rendere dichiarazioni davanti al magistrato titolare dell’inchiesta a Bologna», ha riferito la sua legale, Luisella Savoldi. Il croato, 36 anni, dovrà rispondere dell’omicidio di Ambrosio con due aggravanti contestate: l’aver agito per motivi abietti e l’aver commesso il fatto all’interno o nelle immediate vicinanze di una stazione ferroviaria.

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