L’opera distrutta, buttata e restaurata di Andrea Pazienza: «È di chi l’ha trovata»

L’artista e fumettista Andrea Pazienza aveva affrescato un grande pannello con il suo personaggio di Zanardi in groppa a un cavallo nel restauro di Fontana Mesina. Pochi mesi dopo l’opera viene fatta a pezzi e gettata in un angolo. La madre di un 19enne appassionato di Paz si fa portare a casa i resti. E a distanza di anni l’opera, parzialmente ricomposta, ricomparirà in diverse mostre a Bologna, Torino, Napoli, Milano, Roma. Fino a quella attualmente in corso al Maxxi all’Aquila. Riccardo Pieri, il figlio di quella donna, l’ha restaurato. Ma a chi appartiene adesso? Il comune di Cesena lo pagò un milione di vecchie lire nel 1984.
L’opera distrutta di Andrea Pazienza
La Stampa scrive che Sauro Turroni, l’ex parlamentare dei Verdi che all’epoca, da funzionario del Comune, coinvolse personalmente Andrea Pazienza nel progetto, sostiene che «quella è un’opera pagata dal pubblico che deve tornare al pubblico. La prima volta che mi sono accorto della sua esistenza, dopo che sembrava essere andata perduta, è stato alla fine degli anni Novanta. In una mostra a Roma c’erano ancora pezzi di cielo con nuvole. Poi, nel 2006, è riapparsa nell’assemblaggio attuale mutilato». Turroni convinse Paz a dipingerla: «Andai a casa sua, c’era anche Guccini. Andrea tirò fuori un grande foglio di acetato sul quale c’era un personaggio che beveva da una sorta di cornucopia».
Cesena la rivuole
Poi l’aggiunta della vasca e l’esposizione fino alla sua distruzione. «Credo che l’amministrazione abbia il dovere di mettere in atto tutte le azioni necessarie per ritornare in possesso di un bene che, seppure così mutilato, le appartiene, per renderlo visibile e fruibile per i suoi cittadini». Camillo Acerbi, oggi assessore alla cultura a Cesena, dice che un posto c’è già: «Stiamo restaurando la pinacoteca, potrebbe trovare posto lì. Altrimenti si può pensare a un prestito temporaneo per farlo vedere alla cittadinanza: è stato preso con soldi pubblici, è giusto che sia mostrato a tutti». Tenendo comunque conto che chi l’ha riassemblato «ha fatto un’opera meritoria per cui abbiamo grande rispetto».
Riccardo Pieri
E Pieri cosa dice? «L’opera di Pazienza era stata smontata e rotta in mille pezzi Mia mamma ha chiesto se poteva portarsela a casa e io l’ho fatta restaurare, un decoratore ha ripreso le parti colorate. Nel 1996 il fratello di Andrea, Michele Pazienza, mi ha chiesto di prestarla per una mostra antologica. Da allora è stata esposta altre cinque volte». Dice che una cosa abbandonata «è di chi la trova»: «L’ho salvata perché sono devoto all’artista, non ho scopi di lucro, se non fossi intervenuto io Zanardi equestre sarebbe stato buttato via. È stato esposto in tutte le occasioni e prestato a tutte le mostre che l’hanno richiesto».
