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Crans-Montana, governo e opposizione alla messa per le vittime a Roma. L’omelia: «Sono tutti figli nostri, non accada più» – Le foto

09 Gennaio 2026 - 18:48 Ugo Milano
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A celebrare la funzione è stato il cardinale vicario di Roma, Baldassarre Reina. Presenti numerosi esponenti delle istituzioni e della politica italiana

È stata celebrata nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, nel centro di Roma, la messa in memoria delle vittime dell’incendio di Crans-Montana. Alla funzione hanno partecipato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e numerosi esponenti del governo. Oltre al sottosegretario Alfredo Mantovano e ai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, erano presenti anche i ministri Giancarlo Giorgetti, Guido Crosetto, Giuseppe Valditara, Alessandro Giuli e altri componenti dell’esecutivo. Tra i leader dell’opposizione hanno invece partecipato Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Riccardo Magi. Prima dell’inizio della celebrazione, la premier e alcune personalità politiche si sono fermate per un breve momento di raccoglimento con i genitori di Giovanni Tamburi e Riccardo Minghetti, due delle giovani vittime.

L’omelia del cardinale Reina

A celebrare la messa è stato il cardinale vicario di Roma, Baldassarre Reina, che nell’omelia ha dato voce al dolore collettivo e a un forte appello alla responsabilità. «Oggi, nel dolore che punge, avvertiamo che questi ragazzi sono figli di tutti noi – ha detto – e devono rimanere figli nostri anche quelli che hanno il diritto di difendere la propria giovinezza, di vivere e divertirsi in sicurezza. Questo implica regole chiare e il rispetto convinto di esse. Se ci sentiamo genitori nel dolore, dobbiamo esserlo anche perché questo non accada più». Reina ha sottolineato come alla sofferenza per le vite spezzate si aggiunga la consapevolezza che la tragedia avrebbe potuto essere evitata. «Il tormento sarebbe ancora più acuto – ha affermato – se restassero il silenzio, l’assenza di spiegazioni, l’opacità e l’inerzia nella ricerca delle cause. Sarebbe un tradimento rimuovere la lezione tragica che ci richiama al dovere di custodire il diritto alla giovinezza, che non ammette negligenze».

I nomi delle sei giovani vittime italiane e il ricordo dei feriti

Nel corso dell’omelia, il cardinale ha pronunciato uno per uno i nomi delle sei giovani vittime italiane: Giovanni, Achille, Emanuele, Chiara, Riccardo e Sofia. «Sono nomi che Dio tiene scritti nel palmo della sua mano, indimenticabili – ha detto – e che ora piange con le nostre lacrime, perché nulla è finito e nessuno è perduto». Ha poi ricordato anche i feriti che «lottano per la vita e la guarigione», assistiti dal personale sanitario negli ospedali, in particolare al Niguarda di Milano. Richiamando infine il Vangelo, Reina ha concluso con una riflessione sul senso del dolore: «Di fronte alle tragedie ci chiediamo dov’era Dio e perché l’ha permesso. Ma Dio lo troviamo vittima con chi è vittima, figlio tra i nostri figli feriti e uccisi. La causa non va cercata in cielo, ma in terra».

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