In tre ore per due volte Giorgia Meloni perde le staffe: è una furia contro il Domani, L’Espresso e Fanpage. Ecco cosa è accaduto – Il video
In quasi tre ore di conferenza stampa di inizio anno la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto a lungo alle 40 domande dei giornalisti accreditati. Due volte però ha perso le staffe, su episodi che riguardano il software spia Paragon. La prima davanti alla domanda di una giornalista del Domani, Francesca De Benedetti, la seconda di fronte a una domanda congiunta fatta dalla giornalista de L’Espresso, Susanna Turco e dal direttore di Fanpage, Francesco Cancellato. In entrambe le occasioni la Meloni è sbottata per particolari di quella che lei ritiene la vita privata sua e della sua famiglia sbattuti sui giornali. Ecco come è andata.
La nuova casa di Giorgia e l’inchiesta del Domani accusata di falsità
Ad avere acceso l’ira della Meloni a circa un terzo della conferenza stampa è stata la giornalista del Domani, Francesca De Benedetti, che le ha detto: «Colgo l’occasione per ricordarle che la mia redazione aspetta una sua spiegazione riguardo il nostro scoop sul capo di gabinetto Gaetano Caputi, spiato dai servizi segreti interni. Grazie». La Meloni non ci ha visto più, ed è andata subito all’attacco: «Posso dirle che mi sarei aspettata una domanda su un altro importante scoop che avete fatto in queste settimane relativo al fatto che io avrei brigato con l’Agenzia delle Entrate per fare accatastare casa mia in una classe inferiore a quella che meriterebbe per pagare meno tasse? (…) Probabilmente lei non me ne chiede conto perché non era una grande inchiesta. Chiunque avesse voluto fare una brevissima velocissima verifica su questo tema si sarebbe reso conto che nel quartiere in cui abito, fuori dal Grande raccordo anulare, non c’è neanche una casa accatastata a livello A8, cioè dove voi ritenevate che l’Agenzia delle Entrate dovesse accatastare casa mia e non l’avesse fatto perché io avrei brigato per questo. Non c’è neanche una casa accatastata A8, e ci sono case più grandi della mia».
Sui giornali trovate particolari della vita privata mia, non di quella di Cancellato
La seconda giornalista ad avere fatto esplodere la Meloni è stata la Turco de L’Espresso. Che è tornata sul caso del software spia Paragon e dei giornalisti di Fanpage spiati, accusando la premier di non avere dato risposta allo scandalo in un anno. E citando una frase che papa Leone XIV ha detto ricevendo i servizi segreti italiani sui gravi rischi dell’utilizzo delle spiate per screditare la vita degli altri. La Turco ha poi ceduto parte della sua domanda al direttore di Fanpage, Cancellato, sostenendo che la sua possibilità di rivolgersi alla premier in conferenza stampa era venuta meno perché qualcuno aveva perso la sua richiesta di accredito per l’evento. L’ironia utilizzata ha messo ancora più benzina sul fuoco di rabbia che già divampava dentro la premier. «Sottoscrivo in pieno la frase di papa Leone sul fatto che i particolari della vita privata delle persone non debbano essere utilizzate per screditare. Però io non ho trovato la vita scandagliata e buttata sui giornali, o i conti in banca spiati, o i fatti sul padre morto 11 anni prima o quelli della situazione patrimoniale della madre o le SoS oggetto di inchieste su altri. Le ho trovate su di me! C’è un problema, è evidente. Ma o voi sostenete la tesi che io mi sono messa a spiare anche i miei conti in banca, oppure bisogna fare attenzione alle accuse, e lo dico anche al direttore di Fanpage che da mesi accusa il governo. L’unica cosa certa è che su tutti i giornali sono finiti i fatti privati non di Cancellato, ma di Giorgia Meloni».
