Madonna canta “La Bambola” di Patty Pravo: «Ma è cringe»

«Ricordo di averla sentita spesso da bambina. Mi è sembrata la canzone perfetta per definire questo momento nel tempo, un inno per le donne e una rottura con i comportamenti tradizionali e attesi». Questo ha detto Madonna per presentare il video in cui canta in italiano la hit di Patty Pravo “La Bambola” per una pubblicità di Dolce & Gabbana. «La mia amicizia con Domenico e Stefano risale a decenni fa. Ci siamo incontrati quando eravamo giovani artisti, intenti a superare i confini e a sfidare le norme sociali. Condividevamo una reciproca ammirazione per la provocazione e per il restare fedeli alla nostra visione. Tornare a lavorare con loro è una naturale estensione della nostra lunga storia personale e professionale», dice oggi al Corriere della Sera.
Madonna e La Bambola
I due stilisti spiegano che «quando in azienda si parlava del rilancio del profumo The One e ci chiedevano chi coinvolgere, ci siamo detti: “Scusate, ma noi abbiamo una persona a cui vogliamo bene, che conosciamo da anni, che abbiamo seguito in tutto e per tutto. Madonna!”. Abbiamo fatto insieme tantissime cose: campagne, tour, press. È l’unica vera pop star, non ce n’è più nessuna». Mentre quella del brano «è stata una scelta un po’ a tre teste. Ha iniziato ad ascoltare, a provare in studio, diceva “mi piacerebbe questo, mi piacerebbe quello”. Alla fine La bambola ci è sembrata la più giusta, anche come ballata. Lei spesso, oltre al pop, fa anche ballate. L’ha incisa quasi subito».
Come canta Madonna
La bambola vendette da allora 49 milioni di copie nella versione originale. Ma il risultato, dice Stefano Mannucci sul Fatto, «è piuttosto cringe. Imbarazzante. La 67enne Lady Ciccone, avvolta nell’arrangiamento minimale di Stuart Price (il produttore che ha curato l’album Confessions on the dance floor – Part 2, di prossima uscita) miagola in italiano come una gattina artificiale, o una deb ai provini di X-Factor. Qualche dittongo ansimante, uno slancio orgasmico finto come quello di certi amplessi, e quasi nulla della determinazione con cui Patty aveva affrontato la missione del brano.
E non è l’unico a pensarla così. «Pure nell’occasione del quarantennale del suo successo, Nicoletta era più credibile della Madonna di oggi», nota il produttore Gigi D’Amato, che lavorò a quella operazione e a Sogno del 2010. «Questa sortita di Madonna mi delude: questione di dinamica e non solo. Sembra davvero un adattamento per persone anziane, come se avessero detto alla popstar Usa: si metta comoda, quello che le viene facciamo. Manca proprio il mood del messaggio, l’adesione all’orgoglio che vi ha mostrato due volte la Pravo».
