Chi era Pietro Zantonini, il vigilante morto al gelo in un cantiere delle Olimpiadi: il contratto in scadenza e le proteste per le condizioni di lavoro

Si chiama Pietro Zantonini e aveva 55 anni il vigilante morto a Cortina mentre svolgeva un servizio di vigilanza notturna in un cantiere delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Ha perso la vita nella notte dell’8 gennaio. La sua famiglia ha sporto denuncia e la procura ha già disposto il sequestro della salma e l’esecuzione dell’autopsia, per chiarire le cause esatte del decesso e le circostanze in cui è avvenuto. La famiglia, che ha conferito l’incarico all’avvocato Francesco Dragone del Foro di Lecce, chiede «che venga fatta piena luce sull’accaduto e che nessuna morte sul lavoro venga trattata come un evento privato o inevitabile».
Il contratto a termine e la mancanza di tutele
Il vigilante era arrivato in Veneto a settembre 2025 e lavorava con un contratto a termine, già prorogato, che sarebbe scaduto a fine gennaio. Sembra che Zantonini avesse confidato più volte ai familiari di lavorare in condizioni difficili, lamentandosi in particolare per i turni notturni prolungati e la mancanza di tutele adeguate.
Il 118 chiamato dai colleghi
A chiamare i soccorsi sono stati alcuni suoi colleghi, a cui aveva chiesto aiuto al telefono. Zantonini svolgeva servizio di vigilanza nel cantiere dello stadio del ghiaccio e lavorava in un gabbiotto da cui usciva ogni due ore per fare una ricognizione. Quando i soccorritori sono arrivati, hanno tentato di rianimarlo ma senza successo.
