La Regione Lazio e il WeGil da colorare. La denuncia dell’attore Francesco Marioni: «Il fascismo così è un gioco» – Il video
Un libro per bambini da colorare, con il logo della Regione Lazio, sta sollevando alcune polemiche sui social. «Baby balilla crescono» scrive a corredo del video pubblicato in rete l’attore e sceneggiatore Francesco Marioni. Nella clip Marioni mostra l’opuscolo distribuito dalla regione, dal titolo “Colora il WeGil“, ovvero l’attuale spazio espositivo e culturale, sorto nel palazzo di Trastevere che fu voluto da Mussolini inizialmente come la Casa della Gioventù Italiana del Littorio (GIL).
«Anziché raccontare le atrocità del Ventennio si cerca di renderle divertenti»
«Il fascismo diventa un gioco da colorare – spiega Marioni – Anziché raccontare le atrocità del Ventennio si cerca di renderle divertenti». Dentro l’album compaiono gli angoli del palazzo del razionalismo, con i dettagli, sia interni che esterni, che riportano le effigi del Ventennio. Un video che sta raccogliendo diversi commenti. «Giustamente a Roma non c’erano altri monumenti», scrive qualcuno. «Se questa non è apologia mi spiegate cos’è?», si chiede un altro. «Che poi – aggiunge un altro, con ironia – nell’architettura neofascista è tutto in marmo e pietra bianca. Cosa c’è da colorare». Ma c’è chi difende l’iniziativa: «Ma se si chiama colora il WeGil (palazzo di Luigi Moretti a Trastevere), che dovevano mettere le immagini del Colosseo?».
Cos’è il WeGil
Il sito di Roma Capitale dedicato al turismo descrive il WeGil come «uno spazio polivalente e polifunzionale adatto a ospitare le più diverse tipologie di eventi». L’edificio fu commissionato nel 1933 dall’Opera Nazionale Balilla al giovane architetto Luigi Moretti e si ispira all’architettura modernista della tedesca Bauhaus, caratterizzata da forme lineari e geometriche. Dopo il restauro (e oltre 40 anni di utilizzo), il palazzo è stato restituito al pubblico il 7 dicembre 2017.
