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La Nato rafforza le attività nell’Artico: «Cresce la minaccia di Russia e Cina». Media: «Regno Unito e Ue pronti a inviare soldati in Groenlandia»

11 Gennaio 2026 - 16:31 Stefania Carboni
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L'indiscrezione del Telegraph: «I piani prevedono soldati, navi e aerei per proteggere l'isola». Intanto i Paesi nordici smentiscono Trump (e la Nato): «Qui non ci sono navi russe o cinesi»

«Gli alleati stanno collaborando strettamente sulle questioni artiche. È stato concordato di approfondire la nostra comprensione delle attività nell’Artico e incrementare le nostre attività ed esercitazioni nell’estremo nord. La cooperazione militare in questa regione non è mai stata così forte». A pronunciare queste parole è il generale Alexus Grynkewich, comandante supremo della Nato, parlando alla conferenza su politica di sicurezza e difesa di Salen, in Svezia. Le sue parole, di fatto, rappresentano una risposta alle ripetute minacce di Donald Trump alla Groenlandia e testimoniano la volontà dei Paesi dell’Alleanza Atlantica di venire incontro alle richieste di maggiore sicurezza dell’isola nel tentativo di placare il presidente americano.

«Cresce la minaccia nell’Artico»

«In futuro – ha aggiunto Grynkewich – intendiamo ampliare le nostre capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione per migliorare le nostre infrastrutture e la logistica per la mobilità militare, e rafforzare la nostra presenza con forze in grado di operare nell’Artico». Secondo il generale, ci sono «rompighiaccio e navi da ricerca cinesi» che da mesi si trovano nelle acque artiche e la loro ricerca «non ha scopi pacifici, ma serve per ottenere un vantaggio militare». Tutto ciò mentre la Russia, ha denunciato ancora Grynkewich, «continua a testare capacità avanzate nel Mare di Barents». Nell’estremo nord, ha spiegato il generale, navi russe e cinesi stanno conducendo sempre più pattugliamenti congiunti». E la minaccia diventerà «sempre maggiore».

Colloqui tra Ue e Regno Unito per l’invio di soldati

Le parole del comandante supremo della Nato arrivano poche ore dopo un’indiscrezione del Telegraph, secondo cui il governo inglese sarebbe in trattativa con gli alleati europei per l‘invio di una forza militare in Groenlandia per proteggere l’Artico e calmare così i timori di Donald Trump sulla sicurezza. Nei giorni scorsim funzionari britannici hanno incontrato i loro colleghi di altri paesi, tra cui Germania e Francia. I piani, ancora in una fase iniziale, potrebbero prevedere l’impiego di soldati, navi da guerra e aerei britannici per proteggere la Groenlandia dalla Russia e dalla Cina. La mossa rientra nella dissuasione nei confronti dell’amministrazione Trump di annettere l’isola.

La «crescente aggressività» della Russia

«Condividiamo il punto di vista del presidente Trump: la crescente aggressività della Russia nell’estremo nord deve essere scoraggiata e la sicurezza euro-atlantica rafforzata», ha dichiarato una fonte al Telegraph. «Le discussioni della Nato sul rafforzamento della sicurezza nella regione continuano e non vorremmo mai anticiparle, ma il Regno Unito sta collaborando con gli alleati per promuovere gli sforzi volti a rafforzare la deterrenza e la difesa nell’Artico. Il Regno Unito continuerà a collaborare, come ha sempre fatto, alle operazioni di interesse nazionale, proteggendo i cittadini nel proprio Paese».

I Paesi nordici smentiscono Trump: «Nessuna nave russa o cinese in Groenlandia»

Nel frattempo, ci pensano i Paesi nordici a smentire le affermazioni di Trump sulle presunte attività di Mosca e Pechino intorno alla Groenlandia, che pure avevano trovato una spunta nelle parole del comandante supremo della Nato. Lo riporta il Financial Times, citando alcuni diplomatici nordici con accesso ai briefing dell’intelligence dell’Alleanza Atlantica. Negli ultimi anni, riferiscono le fonti, «non c’erano tracce di navi o sottomarini russi e cinesi» nell’area. Una linea sostenuta anche dal ministro degli Esteri norvegese, Espen Barth Eide: «Non è corretto affermare che ci siano molte operazioni di Russia o Cina nei pressi della Groenlandia. C’è attività nei nostri dintorni, ma pochissima lì».

Kubilius: «Costruiamo l’indipendenza dell’Europa»

Quel che è certo è che i tempi sono cambiati e l’Europa deve recuperare il tempo perso, dotandosi di una difesa autonoma e sganciata dagli Stati Uniti. L’ultimo a confermarlo è il commissario Ue alla Difesa, Andrius Kubilius, che alla conferenza sulla politica di sicurezza di Salen, in Svezia, ha detto: «Ci troviamo di fronte a due sfide: la minaccia russa e il ritiro americano verso l’Indo-Pacifico. Gli Stati Uniti ci chiedono di essere pronti ad assumerci la piena responsabilità della difesa convenzionale dell’Europa. E non possiamo dissentire da questa richiesta». I tempi della pax americana, ha aggiunto Kubilius, «sono finiti». E dopo «la strategia di sicurezza nazionale di Washington, il Venezuela e le minacce alla Groenlandia, ora è ancora più chiaro che dobbiamo costruire l’indipendenza dell’Europa», ha sottolineato

Foto copertina: EPA/Ida Marie Odgaard

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