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Fino a 10 sterline per salutare amici e parenti: come funziona la «tassa sugli abbracci» negli aeroporti inglesi

11 Gennaio 2026 - 12:51 Ugo Milano
tassa abbracci aeroporti regno unito londra
tassa abbracci aeroporti regno unito londra
Le motivazioni, secondo addetti del settore, sarebbero soprattutto economiche. Ma non mancano le proteste

Cinque minuti per dire addio, scendere dall’auto, scambiarsi un ultimo abbraccio. Nei principali aeroporti del Regno Unito anche questo gesto minimo ha ormai un prezzo. Dal 1° gennaio 2026 accompagnare qualcuno in auto fino al terminal significa mettere mano al portafoglio. All’aeroporto di London City servono 8 sterline per restare fino a cinque minuti, che diventano 13 se si arriva al limite massimo di dieci. A Heathrow bastano 7 sterline per dieci minuti, mentre a Bristol la tariffa è di 8,5 sterline. Fino a fine 2025, spiega Leonard Berberi in un articolo dettagliato sul Corriere, spesso non si pagava nulla.

Le tariffe per il «drop-off»

La cosiddetta drop-off fee, ossia la tariffa per lo “scarico” dei passeggeri, è diventata una prassi negli aeroporti britannici. Un’analisi del Corriere sui principali 2.000 scali del mondo evidenzia come quelli del Regno Unito siano gli unici a chiedere sistematicamente un pagamento per pochi minuti trascorsi davanti al terminal. Le società di gestione giustificano la scelta con obiettivi ambientali: ridurre il traffico privato, incentivare i mezzi pubblici, abbattere l’inquinamento e finanziare servizi migliori.

La vera leva sui conti

Secondo alcuni addetti ai lavori, però, la motivazione sarebbe soprattutto economica. Le entrate legate direttamente ai voli sono spesso regolamentate per legge e lasciano poco margine di guadagno. Le tariffe accessorie, invece, consentono di aumentare i ricavi. Nel 2026, sempre secondo le stime del Corriere, la spesa complessiva per chi accompagna qualcuno in auto negli aeroporti britannici supererà i 150 milioni di sterline, esclusi taxi e servizi come Uber.

Un modello isolato

Nel 2015, molti scali britannici non chiedevano alcun pagamento. Dieci anni più tardi, escluse le isole più piccole e i titolari di contrassegno per disabili, la tassa è quasi ovunque. Gatwick ha visto aumenti progressivi fino a toccare le 10 sterline, con un balzo di quasi il 43% in un solo anno. Le proteste non mancano: secondo la Business Travel Association, si tratta della «leva di ricavo più facile», soprattutto dove il trasporto pubblico è scarso e alle prime ore dell’alba, quando i mezzi pubblici scarseggiano. Nel resto del mondo, invece, il drop-off resta gratuito: da Roma Fiumicino a Milano Linate e Malpensa, dove aree dedicate consentono fino a 15 minuti per un saluto senza costi.

Foto copertina: EPA/Andy Rain

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