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Le prime dichiarazioni di Alberto Trentini e Mario Burlò da liberi: «In partenza per l’Italia, non vediamo l’ora di riabbracciare la famiglia» – Il video

12 Gennaio 2026 - 20:54 Ugo Milano
I filmati diffusi in esclusiva dal Tg1: «Torniamo presto»

«Buongiorno a tutti, sono Alberto Trentini, sono qui nella residenza dell’Ambasciata d’Italia a Caracas. Sono libero e desidero ringraziare il presidente del Consiglio, il governo italiano, il ministro degli Esteri Tajani e il corpo diplomatico che si è attivato per noi». Con queste parole, il cooperante veneziano ha annunciato la sua liberazione in un video esclusivo per il Tg1, spiegando di essere «in partenza per l’Italia» e di «non vedere l’ora di riabbracciare la famiglia». Subito dopo è intervenuto anche Mario Burlò, imprenditore torinese di 53 anni, detenuto nello stesso carcere per quattordici mesi. «Finalmente libero dopo quattordici mesi trascorsi in un carcere venezuelano, ingiustamente. Voglio ringraziare il governo, l’ambasciatore, l’arcivescovo e tutte le autorità che ci hanno riportato in libertà. Non vedo l’ora di tornare in Italia. Tornerò molto presto», ha dichiarato.

Il rilascio

Il rilascio è avvenuto nella notte, con comunicazione ufficiale del consolato italiano arrivata alle 4:51 del mattino, ponendo fine a oltre 423 giorni di detenzione per Trentini e quattordici mesi per Burlò, e interrompendo così l’angoscia di familiari e amici. Trentini era detenuto dal novembre 2024 nel carcere El Rodeo, senza accuse formali. Il suo nome è stato poi incluso nella lista di cittadini stranieri liberati su decisione del presidente dell’Assemblea venezuelana, Jorge Rodriguez, con l’obiettivo dichiarato dalle autorità di «favorire e raggiungere la pace» in seguito alla rimozione militare di Maduro da parte degli Stati Uniti. Burlò è stato nello stesso carcere di Trentini e, come il cooperante, è stato rilasciato grazie agli interventi diplomatici italiani. Ora Trentini e Burlò sono attesi in Italia nelle prossime ore, pronti a riabbracciare le proprie famiglie e a tornare alla vita quotidiana dopo un’esperienza di detenzione lunga e angosciante, come già anticipato da Burlò al suo avvocato nelle scorse ore.

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