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Gli 800 mila euro di soldi pubblici per il doc di Fabrizio Corona su Netflix

12 Gennaio 2026 - 07:18 Alessandro D’Amato
fabrizio corona documentario Netflix
fabrizio corona documentario Netflix
Il tax credit del ministero della Cultura e le critiche di Aldo Grasso: con che coraggio?

“Io sono notizia” costerà ai contribuenti italiani quasi 800 mila euro. Per la precisione, 793.629. Sono i fondi ottenuti con il tax credit da Netflix per il documentario su Fabrizio Corona. La docuserie in cinque episodio che ripercorre la parabola dell’ex re dei paparazzi è del regista Massimo Cappello. Il produttore, Bloom media house (una srl guidata da Marco Chiappa, Alessandro Casati e Francesca Cimolai), ha speso complessivamente quasi 2,5 milioni di euro. Ricevendone, però, scrive oggi La Verità, quasi 800.000 (per la precisione, 793.629) dal ministero della Cultura di Alessandro Giuli sotto forma di tax credit produzione.

Con che coraggio?

Intanto sul Corriere della Sera il decano dei critici tv Aldo Grasso si pone la domanda delle domande: con che coraggio lo mandano in onda? Secondo Grasso si tratta di «un lungo, brutto spot che cerca di trasformare un pregiudicato (bancarotta fraudolenta, frode fiscale, corruzione, estorsione, detenzione di banconote false…) in uno spregiudicato, un mitomane in un eroe del nostro tempo. Ma i due autori non sono Maupassant, sembrano solo dei dilettanti maldestri che si fanno dettare il copione da Corona, e il loro tentativo di regalarci un nuovo “Bel Ami” scade nel ridicolo». Nel documentario ci sono anche «Lele Mora, vestito da guru in disarmo, Platinette, Nina Moric, un avvocato civilista, la madre, Gabriella Privitera».

L’aneddoto

Grasso infine ricorda un aneddoto con protagonista Maurizio Costanzo. Durante il suo show «Roberto D’Agostino osò dire che i reati commessi da Corona non gli permettevano di essere esempio di alcunché e subito fu investito dal conduttore: “Non stiamo a sputtanare la gente, non sei un magistrato, anzi i magistrati l’hanno fatto uscire e quindi stai zitto oppure vattene, faccio la puntata anche con due persone… chiudetegli il microfono. Io sto dalla parte di Corona, se ti sta bene ok, altrimenti te ne vai”».