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Colpi di mortaio contro i caschi blu in Libano, l’Onu punta il dito contro Israele. L’Idf: «Abbiamo colpito solo Hezbollah»

13 Gennaio 2026 - 18:19 Ugo Milano
unifil spari idf caschi blu libano
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La denuncia della missione Unifil sui colpi sparati lunedì a Yaroun. Lo stato maggiore della Difesa spagnolo: «Israele ha aperto il fuoco contro i nostri soldati»

«Ieri sera, due possibili colpi di mortaio luminosi hanno colpito l’eliporto e il cancello principale di una posizione dell’Unifil a sud-ovest di Yaroun. Le forze di pace si sono immediatamente rifugiate per la loro sicurezza. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito». Lo rende noto sui social l’Unifil, la missione di pace dell’Onu in Libano, che punta il dito contro l’esercito di Israele e gli ricorda «il suo obbligo di garantire la sicurezza delle forze di pace e di cessare le attività che mettono in pericolo loro e le loro posizioni».

L’Idf nega ogni responsabilità

L’esercito israealiano (Idf), però, non ci sta. E in una nota smentisce le affermazioni dell’Unifil, affermando di aver preso di mira solo le infrastrutture terroristiche di Hezbollah vicino alla città di Khiam. Secondo l’esercito, pochi minuti dopo l’attacco, l’Unifil ha chiesto la cessazione del fuoco, sostenendo che l’attacco fosse avvenuto nei pressi dei caschi blu operativi nella zona.

L’accusa dell’esercito spagnolo

A confermare la ricostruzione dell’Unifil ci pensa invece lo stato maggiore della Difesa spagnolo, che accusa l’esercito di Israele di aver aperto il fuoco ieri contro una pattuglia spagnola di caschi blu impegnati in Libano. L’attacco, spiega Madrid, è avvenuto nel pomeriggio di lunedì, quando tre tank da combattimento israeliani hanno preso posizione a nord della cosiddetta buffer zone nell’area di responsabilità del Battaglione spagnolo (Spanbatt) della Brigata Est dell’Unifil, guidata dal generale Antonio Bernal Martin, che sta contribuendo al mantenimento della pace al sud del Libano. Dopo gli spari, la pattuglia di Spanbatt è ripiegata in una zona sicura, per poi tornare alla base Miguel de Cervantes, mentre i carri israeliani si sono ritirati nelle retroguardie.

Foto di copertina: EPA/Wael Hamzeh

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