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Annabella Martinelli scomparsa da Padova, spunta una supertestimone. L’incontro nel cuore della notte e l’offerta d’aiuto: «Era senza telefono»

15 Gennaio 2026 - 10:44 Cecilia Dardana
annabella martinelli
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Una studentessa di 19 anni risulta essere l’ultima persona ad aver avuto contatti con la 22enne scomparsa lo scorso 6 gennaio. L’incontro è avvenuto lungo i tornanti dei Colli Euganei, dove Annabella Martinelli spingeva la sua bicicletta: «Sembrava stesse per imboccare un sentiero sterrato che porta a Teolo»

Emergono nuovi elementi nelle ricerche di Annabella Martinelli, la 22enne di Padova scomparsa lo scorso 6 gennaio e di cui non si hanno più notizie. A raccontare al Mattino di Padova di averla vista, adesso, è una studentessa di 19 anni, Giulia. Si tratta probabilmente dell’ultima persona ad aver incrociato e parlato con la giovane la sera della sparizione, lungo una strada di Teolo, nell’area dei Colli Euganei. La ragazza ha riferito il suo racconto prima ai familiari di Annabella, contattando uno dei numeri diffusi per raccogliere segnalazioni, e successivamente ai agli inquirenti che indagano per sequestro di persona. «Le ho chiesto se avesse avuto bisogno di qualcosa, se la catena della bicicletta fosse caduta o avesse necessità di un passaggio. Io stavo salendo verso il centro di Teolo», ha raccontato Giulia.

L’incontro con Annabella Martinelli

«C’era buio – prosegue il racconto la testimone –, faceva freddo e c’era perfino un po’ di foschia, insomma la classica sera da lupi. Dopo il primo tornante, che permette la salita da Villa di Teolo e con il quale ti lasci alle spalle l’autovelox, stavo quasi per arrivare alla seconda serpentina quando all’improvviso sul ciglio della strada, nella stessa mia direzione di marcia, ho visto una sagoma che nell’immediato mi è sembrata quella di una figura femminile». Secondo quanto riferito, la giovane era a piedi e spingeva una bicicletta, la stessa con cui si era allontanata da casa il giorno della sparizione. «Siccome andavo davvero piano, ho potuto osservare bene questa persona a piedi. Aveva uno zaino in spalla un po’ più piccolo di quelli che si usano a scuola ed era intenta a spingere, tenendola per il manubrio, una bici viola che tra l’altro mi è rimasta davvero impressa per il colore».

L’offerta di aiuto

Giulia avrebbe insistito più volte nel cercare di offrire aiuto. «Era senza telefono – racconta –, non aveva nulla in mano, zero bibite o pizza (come invece si vede dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, ndr), semplicemente era quasi ferma e per quello che posso dire io, mi è parsa tranquilla». La studentessa racconta di aver ripetuto l’offerta almeno tre volte: «Ho insistito almeno tre volte con la mia offerta di aiuto, ma poi dentro di me ho detto basta, perché non volevo risultare né molesta, né farle pensare che fossi una malintenzionata». Allontanandosi in auto, la testimone avrebbe notato un ultimo particolare che potrebbe essere rilevante per le indagini: la ragazza vista sul ciglio della strada sembrava «stesse per imboccare un sentiero sterrato che porta a Teolo».

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